Libertà e libero pensiero?
Essere liberi significa vivere senza limiti? Una riflessione sui desideri, sulle responsabilità e sulla libertà che nasce dalla fede in Allah.
Risposta a chi dice: «Non credo in Dio: sono un uomo libero, un Uomo con la maiuscola»
«Liberi senza Dio», «Sono un uomo libero, un Uomo con la maiuscola», «Credere in un Dio mi priva di questa libertà»: sono slogan che sentiamo spesso pronunciare dagli atei. Sono giustificati? Lo vedremo nel seguito.
Libertà o licenza?
Una definizione comune della libertà è: «Il potere di fare ciò che si vuole». Questa definizione pone un vero problema: fare della libertà l’assenza totale di limiti o leggi significherebbe abolire tutte le leggi. In una società è praticamente inconcepibile. Se la libertà supera la legge, chi garantirà i diritti degli altri? Se siamo liberi di rubare, stuprare e compiere ogni sorta di atto inaccettabile per esprimere la nostra libertà, nella società regnerà semplicemente il caos. Per questo nessun ateo difenderà una definizione simile, che corrisponde piuttosto alla licenza. Allah dice a questo proposito:
Però l’uomo vuole persistere nella sua incredulità.Si domanda quanto è lontano il giorno della Resurrezione.Corano — sura Al-Qiyaama (75:5–6)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2
Liberi senza Allah, schiavi di mille e una divinità
Chi cerca di chiudere gli occhi davanti alla verità per sfuggire agli obblighi, anche soltanto morali, che la fede in Dio comporta finisce paradossalmente vittima di una schiavitù che lo sfrutta e lo consuma: quella delle proprie passioni.
Hai visto chi ha preso per divinità il proprio vizio? Vorresti essere il suo protettore?Corano — sura الفرقان (25:43)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2
Alcune persone si dichiarano così «libere perché senza Dio». Dimenticano che ogni uomo o gruppo umano, anche ateo, assume consapevolmente o meno una o più divinità, o dèi con la minuscola. Queste divinità possono essere spirituali oppure no: una «divinità», un «dio» con la minuscola, è semplicemente ciò che l’uomo considera il principio superiore a cui si consacra interamente, con il corpo, la ragione e l’anima.

Anziché adorare un unico Dio, l’ateo si affida a mille e una divinità.
Alcuni uomini assumono Dio, il Creatore, come unica divinità. Altri credono in Dio ma Gli associano altre entità, prendendole anch’esse come divinità accanto a Lui. Altri ancora non credono in Dio, ma elevano a divinità elementi materiali o concetti terreni. Sentire di appartenere alla stessa nazione di altri uomini è naturale. Essere ultranazionalisti, invece, non significa forse aver divinizzato la nazione? Lo stesso ragionamento si può facilmente applicare a tutti gli altri concetti e agli elementi fisici dell’universo. «In Gold we trust», cioè «Nell’oro confidiamo», non è forse il credo di alcune persone? La Seconda guerra mondiale non fu forse provocata proprio dalla divinizzazione, da parte di alcuni gruppi umani, della nazione a cui si richiamavano?
La fede in Allah: una fede che libera
Conoscete certamente l’espressione «libero come un pesce nell’acqua». Nell’acqua i pesci sono liberi di muoversi agevolmente; una volta sulla terraferma, un pesce muore in poco tempo. Allo stesso modo, quando viviamo in un ambiente adatto alla nostra natura, siamo liberi e la nostra vita è felice.
La vera libertà non consiste nell’assenza di limiti o restrizioni, ma nel vivere entro i limiti giusti. Sono proprio quelli stabiliti da Dio a garantirci una felicità autentica. Dio, che ha concepito l’uomo, sa esattamente di che cosa abbia bisogno per vivere felice. Se gli vieta qualcosa o gliene prescrive un’altra, è affinché possa godere della felicità in questa vita e nell’aldilà.