Ex nihilo nihil fit: definizione e significato
«Nulla viene dal nulla»: scopri il significato di questa massima latina e il suo ruolo nella riflessione sull’origine dell’universo e della vita.
Nulla viene dal nulla
Ex nihilo nihil fit, espressione latina che significa «nulla viene dal nulla», è una celebre massima che enuncia una verità intuitiva, che nessuna persona ragionevole potrebbe ignorare o negare: nulla può provenire dal nulla. In altre parole, il nulla non può creare alcunché e né la materia né la vita possono scaturire dal nulla. È importante tenere presente questa verità logica, perché costituisce una base del ragionamento quando si esamina l’esistenza del Creatore alla luce dei fatti e delle osservazioni.
Il nostro universo: dal non essere all’essere
Fino all’inizio del XX secolo prevalse l’idea che il nostro universo esistesse da sempre, avesse dimensioni infinite e avrebbe continuato a esistere in eterno. Questa concezione ottocentesca, detta «modello dell’universo statico», costituiva il fondamento della filosofia atea che negava l’esistenza di un Creatore. Nel suo libro «Principi fondamentali di filosofia», il filosofo ateo Georges Politzer affermò che l’universo non era stato creato, perché altrimenti avrebbe necessariamente avuto un inizio:
«Se lo fosse stato, allora sarebbe stato creato istantaneamente da Dio e a partire dal nulla. Accettare la sua creazione significa ammettere, anzitutto, l’esistenza di un momento in cui l’universo non esisteva e che qualcosa sia stato creato dal nulla. È qualcosa a cui la scienza non può giungere». (1. Georges Politzer, Principes fondamentaux de philosophie, Éditions Sociales, Parigi, 1954, p. 84)
Quando affermava che l’universo non avesse avuto un inizio, Politzer ragionava nel quadro del modello dell’universo statico e pensava erroneamente di avere la scienza dalla propria parte. Lo sviluppo scientifico e tecnologico del XX secolo ha però reso obsolete concezioni rudimentali come quella dell’universo statico, che in precedenza erano servite da fondamento alle teorie materialiste.
Oggi, nel XXI secolo, la fisica moderna ha dimostrato attraverso numerosi esperimenti, osservazioni e calcoli che l’universo ha effettivamente avuto un inizio e che è stato creato dal nulla in seguito a una grande esplosione.
Ciò significa che il nostro universo è venuto all’esistenza dal nulla. Abbiamo visto sopra che nulla può provenire dal nulla: all’origine di questa creazione vi è dunque una volontà superiore. Creare dal nulla è un processo molto diverso dal riunire oggetti per formarne uno nuovo, come avviene nelle opere d’arte o nelle invenzioni tecnologiche. Il fatto che tutto si sia formato in modo perfetto in un solo istante, quando neppure il tempo e lo spazio esistevano, è il segno stesso della creazione divina:
Ma sono stati creati dal nulla, o si credono loro stessi creatori?Hanno forse creato i cieli e la terra? Ma non si convincono!Corano — sura الطور (52:35–36)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2
Lo studioso americano William Lane Craig, noto per le sue ricerche sul Big Bang, conferma questa evidenza: «In realtà, data la verità della massima ex nihilo nihil fit — nulla viene dal nulla —, il Big Bang richiede una causa soprannaturale. Poiché la singolarità cosmologica iniziale rappresenta il punto di partenza di tutte le traiettorie dello spazio-tempo, non può esservi alcuna causa fisica del Big Bang. La causa deve invece trascendere lo spazio fisico e il tempo: deve essere indipendente dall’universo e incredibilmente potente. Inoltre, questa causa deve essere un Essere dotato di libero arbitrio… La causa dell’origine dell’universo deve dunque essere un Creatore che, prima che l’universo esistesse, ha dato inizio alla creazione con un atto libero». (13. William Lane Craig, Cosmos and Creator, Origins & Design, primavera 1996, vol. 17, p. 18)
Questi fatti concordano in modo sorprendente con quanto affermato nel Corano quattordici secoli fa:
Ma non vedono i miscredenti che in verità i cieli e la terra erano una sola entità, poi li abbiamo separati? E che abbiamo creato dall’acqua ogni essere vivente? Non ci credono?Corano — sura Al-Anbiyaa (21:30)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2
Da dove viene la vita?
Che cosa distingue un uccello o una giraffa da una pietra, dall’acqua o dalla terra, cioè dalla materia inanimata? La risposta è immediata: la vita! Ma allora, da dove viene la vita? Può provenire dalla materia inerte?
Prima del XVII secolo, quando la conoscenza della natura era ancora molto limitata, si pensava che la vita potesse sorgere spontaneamente dalla materia inanimata.
Questa concezione è chiamata «abiogenesi». Si credeva che gli insetti nascessero dagli avanzi di cibo; si arrivava persino a pensare che i topi nascessero dal grano. Per dimostrare la validità di questa teoria venivano condotti strani esperimenti: si metteva del grano su un indumento sporco e si pensava che, a tempo debito, ne sarebbe uscito un topo. Questa credenza, detta anche «generazione spontanea», fu largamente accettata fino al XVII secolo e venne confutata da Francesco Redi. Nel 1668 Redi condusse esperimenti che dimostrarono come le larve che comparivano sulla carne non si formassero spontaneamente, ma provenissero dalle uova deposte dalle mosche.
Dopo questa scoperta, i sostenitori dell’abiogenesi arretrarono: affermarono che a prodursi dalla materia inerte non fossero organismi di grandi dimensioni, come larve o rane, bensì microbi invisibili.
Questa tesi perdurò nei due secoli successivi e costituì un fondamento della filosofia materialista che negava l’esistenza di un creatore.
Nel 1864 Louis Pasteur tolse ai materialisti atei quest’ultimo appiglio, dimostrando, dopo numerosi esperimenti e ricerche, che i microbi non provenivano dalla materia inerte e che la vita poteva derivare soltanto dalla vita. Alla Sorbona dichiarò trionfante: «La dottrina della generazione spontanea non si riprenderà mai dal colpo mortale inferto da questo semplice esperimento». Sidney Fox, Klaus Dose, Molecular Evolution and The Origin of Life, New York: Marcel Dekker, 1977. Consapevole dello sconcerto suscitato nel mondo del materialismo ateo, Pasteur affermò: «Tanto peggio per coloro le cui idee filosofiche sono messe in difficoltà dai miei studi».
La scienza moderna ha dimostrato innumerevoli volte l’impossibilità che la vita si generi dalla materia inerte. I ricercatori hanno condotto numerosi esperimenti in laboratori dotati delle tecnologie più avanzate, simulando le condizioni ambientali presenti al momento della comparsa della vita, ma senza ottenere risultati. Nonostante tutti gli esperimenti compiuti, non è mai stato possibile produrre una sola cellula vivente. Alla fine, di fronte al susseguirsi degli insuccessi, questo genere di esperimenti è stato persino abbandonato.
Antony Flew, uno dei più celebri filosofi atei del XX secolo, riconobbe il proprio errore a ottantun anni e affermò: «Mi sono convinto che sia semplicemente fuori discussione che la prima materia vivente si sia evoluta dalla materia inerte e si sia sviluppata fino a diventare una creatura straordinariamente complessa». Stuart Wavell e Will Iredale, «Sorry, says atheist-in-chief, I do believe in God after all», The Sunday Times, 12 dicembre 2004.
Come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, non è neppure il «nulla» ad aver dato la vita ai primi esseri viventi comparsi sulla Terra. La risposta certa è che un essere superiore l’ha creata: è l’unico a poter dare vita alla materia inanimata:
In verità Allāh è il Fenditore dei semi e dei noccioli! Lui estrae la cosa morta da quella viva! Quello è Allāh! Come fate a dire il falso su di Lui?Corano — sura Al-An'aam (6:95)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2
Estrae il vivo dal morto ed estrae il morto dal vivo e rivivifica la terra dopo la sua morte: così sarete risuscitati.È tra i Suoi Segni che Lui dalla terra vi creò, poi eccovi diffusi su di essa come esseri umani.Corano — sura Ar-Room (30:19–20)Fonte : QuranEnc.com — Italian Translation - Rowwad Translation Center — v1.0.2