Appendice – L’idea più stupida e assurda della storia
Una risposta alle critiche sul tono usato contro l’evoluzione: prove, autorità scientifica e fede nel Creatore al centro di cinque questioni di metodo.
Che la pace, la misericordia e le benedizioni di Allah siano su di voi. Buonasera, cari amici; che Allah vi conceda salute e benessere in abbondanza.
In questo intervento discuteremo un argomento per il quale alcuni, appena sentono la parola «evoluzione», dicono: «L’evoluzione non mi interessa». Credo però che ci siano alcune questioni di metodo che dovremmo imparare insieme. Abbiate dunque pazienza con noi per qualche minuto.
A volte mi dicono: «Eyad, il tuo modo di discutere la teoria dell’evoluzione allontana le persone. Fratello, non è così che si discutono le teorie scientifiche. Perché la chiami favola e pseudoscienza? La maggioranza degli scienziati occidentali la sostiene e tu la chiami favola, anzi, l’idea più assurda e stupida della storia! Vorresti dire che quei grandi scienziati sono assurdi e stupidi? Discutine scientificamente, senza ridicolizzarla».
Vedete, fratelli, bisogna anzitutto sapere di che cosa stiamo parlando. Ho spiegato più volte che la teoria dell’evoluzione adottata dalla comunità scientifica occidentale presuppone che gli esseri viventi siano comparsi per puro caso, senza l’intenzione di un Creatore, ma attraverso cambiamenti casuali e una selezione cieca.
Ogni persona ragionevole, musulmana o meno, deve riconoscere che questa è davvero l’idea più assurda e stupida della storia, un suicidio intellettuale: pensare che tutti questi esseri siano comparsi per caso, senza l’intenzione di un essere che agisce, dotato di volontà e libertà di scelta, onnipotente e consapevole di ciò che fa, ma soltanto mediante cambiamenti casuali e una selezione cieca.
Se poi questa persona ragionevole è uno specialista delle scienze biologiche, che conosce i dettagli degli organismi, la loro struttura, le loro funzioni e la loro integrazione, allora la teoria dell’evoluzione deve apparirgli ancora più stupida e assurda di quanto appaia alle altre persone ragionevoli.
E se è anche musulmano, gli apparirà ancora più stupida e assurda. Questo scienziato musulmano e ragionevole capirà che la teoria dell’evoluzione, così definita, fa passare una cieca dottrina atea sotto la copertura della pseudoscienza.
Ora, fratelli, dopo questa introduzione affrontiamo alcune importanti questioni di metodo.
La posizione sulla teoria dell’evoluzione: pregiudizio o prove?
Primo: è una posizione preconcetta, oppure abbiamo dimostrato la stupidità e l’assurdità della teoria dell’evoluzione con un’esposizione scientifica rigorosa e dettagliata? Le abbiamo dimostrate in decine di episodi approfonditi, con solide basi e un metodo scientifico rigoroso, sia lodato Allah.
Sapete qual è il problema, fratelli? Di solito chi ci contesta non ha seguito i primi episodi, quelli che pongono solide basi scientifiche. Così protesta e si aggrappa soltanto a una parola: «Perché dici favola? Perché dici pseudoscienza?».
Fratello, va’ a vedere un episodio come «Il codice che lascia perplessi», oppure «Parlate loro come a bambini», o un episodio scientifico come «Zayd ha mangiato la carne del cane». Sono i primi episodi, quelli con cui abbiamo cominciato e gettato le basi. Guardali prima di discutere e di intestardirti nella tua opinione: vedrai chi è il fanatico e chi fonda le proprie parole su una solida esposizione scientifica.
L’evoluzione guidata e il tentativo di conciliarla con la fede nel Creatore
Secondo, cari amici: che dire dell’evoluzione guidata, che cerca di unire la teoria occidentale dell’evoluzione alla fede nel Creatore? Alcuni pensano che, chiamando l’evoluzione «l’idea più stupida e assurda della storia», intendiamo la discendenza degli esseri viventi da un antenato comune. Allora mi dicono: «Fratello, qual è il problema? Ogni cosa possibile rientra nella potenza di Allah».
Rispondo, cari amici: quando definiamo assurda e stupida la teoria dell’evoluzione, ci riferiamo alla sua versione diffusa, che presuppone il caso e l’assenza di intenzione. Abbiamo discusso in dettaglio la cosiddetta evoluzione guidata e il tentativo di conciliare Islam ed evoluzione nell’episodio «Perché la teoria dell’evoluzione contrasta con l’Islam?», dove abbiamo spiegato che cosa è razionalmente impossibile, che cosa è razionalmente possibile ma esula dall’ambito della scienza, e che cosa è razionalmente possibile ma contraddetto dalle prove della Rivelazione.
Abbiamo spiegato tutto questo in dettaglio. Chi vuole imparare bene, cari amici, e costruire basi solide nelle scienze osservative e sperimentali deve fare uno sforzo e avere un po’ di pazienza. Sia lodato Allah: vi garantisco, se Allah vuole, che non se ne pentirà. Chi cerca la verità e vuole nutrire la propria mente con un sapere utile, per Allah, se Allah vuole, non si pentirà di aver dedicato alcune ore a Viaggio della certezza.
Considerare l’evoluzione casuale una tesi scientifica rispettabile
Terzo, cari amici: credere che la teoria dell’evoluzione, che abbiamo descritto come casuale e priva di intenzione, sia una tesi scientifica rispettabile e sostenuta da qualche prova, oltre a essere un suicidio intellettuale, significa pensare male di Allah ed è del tutto incompatibile con l’Islam.
Mi è piaciuto un messaggio inviato da un fratello in risposta al commento di una cara sorella su Viaggio della certezza. Diceva: «La convinzione che aveva questa sorella, la prima convinzione, è proprio ciò che combattiamo: credere che gli atei che sostengono l’evoluzione abbiano una tesi rispettabile. Questa convinzione, oltre a essere scientificamente del tutto falsa, implica che Allah l’Altissimo non abbia reso le prove della Sua esistenza, del Suo essere Creatore, Sostentatore e Signore del creato sufficienti, chiare, convincenti e tali da imporsi a chiunque cerchi la verità». È una convinzione del tutto falsa.
Che Allah abbia misericordia di Ibn Taymiyya, che disse: «Quanto più il servo ha bisogno di una cosa, tanto più il Signore gliela concede generosamente». Quando Allah, l’Eccelso, volle manifestare la missione profetica di Muḥammad, pace e benedizioni su di lui, donò generosamente ai servi le prove della sua profezia: i numerosi miracoli. Che dire, allora, quando Allah vuole dimostrare la Sua esistenza e il Suo essere Sostentatore, Creatore e Signore delle creature? Sono prove che si impongono, convincenti e inconfutabili per ogni cercatore di verità, per ogni cercatore di verità.
Pensare che la teoria dell’evoluzione, fatta di caso, casualità, assenza di intenzione e natura cieca, possa magari essere una tesi rispettabile, anche se noi non ne siamo convinti, è una convinzione falsa. Prima di tutto è un suicidio intellettuale, alla luce delle prove scientifiche; poi significa pensare male di Allah, come se non avesse fornito prove sufficienti della Sua esistenza e dei Suoi attributi.
Avere una buona opinione degli scienziati occidentali che promuovono la teoria dell’evoluzione significa avere una cattiva opinione di Allah. Non cerchiamo a tutti i costi di essere carini, di apparire sempre educati, in giacca e cravatta, parlando degli scienziati occidentali con rispetto, apertura mentale, accettazione dell’altro ed elogi dei loro aspetti positivi. In mezzo a tutto questo sforzo di apparire razionali, simpatici e aperti, finiamo per pensare male di Allah. Non è questo che facciamo, cari amici, e non inganniamo le persone.
Gli scienziati occidentali credono in una teoria stupida e assurda?
Quarto: alcuni obiettano: «Davvero, Eyad, è possibile che scienziati occidentali autori di scoperte, alcuni dei quali vincitori del premio Nobel, credano in una teoria stupida e assurda? Vorresti dire che sono assurdi e stupidi?».
Rispondiamo, cari amici: abbiamo ripetuto più volte che questo è l’atteggiamento di chi dà in affitto la propria mente e non vuole fare la fatica di pensare, lasciandosi abbagliare dalle persone e rendendole immortali. Riguardate, per favore, l’episodio «Affittami la tua mente». La persona ragionevole esamina le prove. Se ha accertato che queste creature devono avere un Creatore sapiente e onnipotente, quando vede qualcuno negare questa verità non gli affitta la mente e non lo segue, qualunque sia il prestigio della persona imitata. Sa invece che qualcosa ha nascosto la verità a quegli scienziati.
Anzi, Allah l’Altissimo — ricordatevelo bene; vorrei che da questa diretta portaste con voi almeno queste poche parole, ricordate bene ciò che vi dico, cari amici — ci insegna che la negazione dei negatori è una prova della Sua potenza, poiché ha impedito loro di cogliere le verità più evidenti dell’esistenza. Quando vedi una persona brillantissima, intelligente, con un quoziente intellettivo altissimo nei test, eppure incapace di vedere la verità più evidente, chiara, grande e profonda, ossia l’esistenza di Allah e il Suo essere Creatore, Sostentatore e Signore dei Suoi servi, Allah ti mostra qualcosa di sorprendente della Sua potenza: averla lasciata allontanare da questa verità.
Allah l’Altissimo dice: «Non hai visto colui che assume a divinità la propria passione e che Allah lascia traviare con conoscenza, suggellandone l’udito e il cuore e ponendo un velo sui suoi occhi? Chi potrà guidarlo dopo Allah? Non rifletterete dunque?». È così che dobbiamo pensare, anziché dire: «Se l’esistenza di Allah e il Suo essere Creatore fossero così evidenti, Michael, Frederick e Jones ci crederebbero». No, no: questo è il modo di ragionare degli stupidi, cari amici. Lasciarsi abbagliare dalle persone, imitarle, attaccarsi a loro e usarle come misura per le più grandi questioni dell’esistenza: questo è il modo degli stupidi. Voi musulmani, invece, avete discernimento. No, no, no, no: fate attenzione, esaminate le prove dell’esistenza di Allah e del Suo essere Creatore.
E nell’altro versetto dice, sì, quello che contiene: «Quando i loro messaggeri giunsero con le prove evidenti, si rallegrarono della scienza che possedevano, ma li avvolse ciò di cui si burlavano». Se dunque, cari amici, un grande scienziato, con premi e pubblicazioni scientifiche, un professore ordinario, non riesce a vedere le verità più evidenti dell’esistenza, questa è una prova della potenza di Allah, che ha riconosciuto una malattia nel cuore di quel servo e gli ha velato la vista di fronte alle verità più grandi dell’esistenza: «Allah lo ha lasciato traviare con conoscenza, ha suggellato il suo udito e il suo cuore e ha posto un velo sui suoi occhi». Non è un’ingiustizia da parte di Allah: «In verità Allah non fa alcun torto agli uomini: sono gli uomini a far torto a se stessi».
Che cosa nasconde la verità agli scienziati
Che cosa, dunque, ha impedito loro di vedere la verità? Perché non la vedono, se è così, così chiara, e ogni persona ragionevole che cerca la verità la riconosce? Abbiamo spiegato in dettaglio molte ragioni per cui questa verità rimane loro nascosta, in episodi come «Il dio delle lacune degli atei», «Tarzan», che abbiamo anche intitolato «Chi sostiene la sopravvivenza della teoria dell’evoluzione», e altri ancora.
Per esempio, un vizio nella teoria della conoscenza su cui si basano. Se la loro epistemologia insiste nell’escludere l’invisibile e nel limitare il sapere alla «science», allora tutto ciò che dovrebbe indicare il Creatore, gloria a Lui, non fa che accrescere la loro miscredenza. Tutto ciò che testimonia la potenza di Allah e la grandiosità del Suo creato li induce a pensare di poter fare a meno di Lui: «Quanto a colui che si ritiene autosufficiente, tu ti occupi di lui».
Il seguire le passioni; il complesso storico verso la Chiesa e i suoi interventi ignoranti nelle scienze; l’alternativa binaria che molti di loro si pongono. Quest’ultima è importantissima: vedi che si pone soltanto due possibilità, la Chiesa, con le superstizioni di cui si è rivestita nel Medioevo, prima e dopo, oppure la teoria dell’evoluzione. «No, non voglio la Chiesa: mi rifugio nella teoria dell’evoluzione». Ma, caro mio, perché non pensi a una terza possibilità? Perché non cerchi una religione che regoli tutta la tua vita e sia fondata su solide basi razionali e conformi alla natura umana, senza assurdità? Non ci pensano nemmeno. «L’Islam? Che cos’è l’Islam? Dovrei seguire la religione di quelli che vivono nel deserto, nei Paesi del Terzo mondo, poveri, ignoranti e oppressi, quando noi li abbiamo già dominati?». Non gli viene neppure in mente.
Trarre vantaggio da queste circostanze, lavorare sulla favola dell’evoluzione e ricavarne benefici, temere di opporsi a essa, come abbiamo spiegato nell’episodio «Davvero il 99% degli scienziati crede nella teoria dell’evoluzione?» e in «Mi darete un premio Nobel?». Alcuni, purtroppo, credono che la comunità scientifica sia integra e che non ci siano imposizioni né coercizioni. No, per Allah, amici: tornate soltanto a quei due episodi.
Gloria ad Allah: proprio oggi un fratello mi ha scritto che si era appena conclusa un’indagine nei suoi confronti, durata molti mesi. Perché? Perché aveva pubblicato scritti sull’omosessualità. Ha detto: «Lavoro in un’università occidentale, in una certa università europea». Non voglio parlare di questo fratello né farne il nome. L’amministrazione universitaria lo ha sottoposto a un’indagine perché alcuni egiziani avevano tradotto i suoi articoli e glieli avevano presentati: «Vedete che cosa dice questo professore?». Ha detto: «Rischiavo il licenziamento perché avevo chiarito la mia posizione sull’omosessualità». Non stiamo quindi parlando di una comunità integra che vede la verità e la segue: ci sono mille e mille ostacoli che la nascondono.
Quali ragioni hanno indotto Tizio, Caio, Michael, James, Jones, Frederick, Hopkins, Jonkins e così via ad allontanarsi dalle verità più chiare ed evidenti dell’universo? Questo non ci interessa. L’importante è che tu non affitti loro la tua mente e non li segua stupidamente: sei ben al di sopra di questo.
L’importanza della franchezza nella critica alla teoria dell’evoluzione
Quinto, cari amici: dall’inizio di Viaggio della certezza, soprattutto dagli episodi sulla favola dell’evoluzione, fino a oggi, molti che ci vogliono bene dicono: «Eyad, va bene, siamo con te, riconosciamo che è una teoria falsa. Ma, parlando così, allontani molti spettatori, soprattutto quelli influenzati dai dubbi atei. Fratello, discutine senza ridicolizzarla e senza usare parole come favola e sacerdoti della pseudoscienza. Non si addicono a un dottore che, mā shā’ Allāh, ha delle pubblicazioni scientifiche. Dice: assurdità, favola, pseudoscienza. No, parla con calma».
Rispondo, cari amici: questo non sarebbe onesto verso il sapere. Qualcuno, guardando da lontano senza entrare nei dettagli, dice: «Il dottor Eyad parla di questa teoria da venti o trenta episodi. Sembra dunque che l’esistenza di Allah, il Suo essere Creatore, Sostentatore e Signore e la perfezione del Suo creato siano questioni oscure, che richiedono spiegazioni, non evidenti alle persone comuni e sulle quali gli specialisti dissentono».
No, non è affatto così. Sarebbe un tradimento del sapere, delle persone e di chi ci segue dare loro questa falsa impressione: che l’esistenza di Allah, il Suo essere Creatore, Signore e Sostentatore e la Sua potenza sul creato siano questioni oscure che richiedono lunghe discussioni.
In questi episodi, cari amici, spieghiamo come costoro promuovano l’idea più assurda e stupida della storia. È quindi un dovere religioso — ed è ciò con cui intendo obbedire ad Allah —, oltre che un dovere di onestà verso la scienza sperimentale e osservativa, che per grazia di Allah rispettiamo fin dagli studi universitari, e verso il sapere religioso: «Quando Allah accolse il patto di quelli cui era stata data la Scrittura: “La esporrete alle genti, senza nasconderne nulla”, essi se lo gettarono dietro le spalle e lo barattarono per un vile prezzo. Che cattivo baratto!». Se Allah vuole, non svenderemo il Libro di Allah, né la scienza osservativa e sperimentale e le scienze biologiche che abbiamo imparato, per un vile prezzo. Non cerchiamo di accontentare tutti gli spettatori.
Chi ci segue deve sapere che le prove dell’esistenza di Allah sono chiare, convincenti e tali da imporsi a chiunque cerchi la verità senza seguire le passioni. In questi episodi spieghiamo le menzogne, gli inganni e il tradimento delle proprie discipline da parte di queste persone competenti, nonché i complessi psicologici che impediscono loro di seguire e vedere la verità.
Conclusione: ribadire l’importanza della verità
Per concludere, cari amici: insistere a lungo su questo argomento annoia alcuni. Evoluzione, evoluzione, pseudoscienza, sacerdoti e così via. Eppure, per grazia di Allah, vedo gli effetti di questa perseveranza. Molti hanno detto di essere rientrati nell’Islam dopo averlo abbandonato, grazie a Viaggio della certezza. Ancora più numerosi, in termini assoluti e percentuali, dicono: «Per grazia di Allah, ora proviamo dignità ed entusiasmo quando discutiamo con chi nega Allah». Qualcuno dice: «Studio in un’università araba e ora discuto con i miei professori e le mie professoresse di questa teoria, la cosiddetta teoria dell’evoluzione, con dignità, da una posizione di forza e sulla base di ricerche scientifiche».
E, per grazia di Allah, non è come sostengono alcuni, ossia che proponiamo queste parole solo a persone comuni incapaci di confrontare le prove scientifiche. No: per grazia di Allah, ci sono dottori e specialisti che lodano gli episodi e il lavoro svolto, definendoli un’esposizione scientifica rigorosa.
Insisto, cari amici, perché sono fermamente convinto che noi musulmani, dopo aver cacciato la miscredenza dalla porta, l’abbiamo vista rientrare dalla finestra con mille maschere. Fra le più importanti ci sono quella della pseudoscienza e quella della «science». La vera scienza si è mescolata alla pseudoscienza. Perciò, quando mi vedete soffermarmi a lungo sull’evoluzione e sulle teorie pseudoscientifiche, sappiate che la questione riguarda fede e miscredenza, verità e falsità.
E lo ripeto, perché so che qualcuno ritaglierà una parola e la tirerà fuori dal contesto: «Vedete? Eyad dice che parlare di evoluzione riguarda fede e miscredenza, quindi ha una posizione preconcetta». Dico, ripeto e ribadisco: sfido costoro a tornare agli episodi citati, «Parlate loro come a bambini», «Zayd ha mangiato la carne del cane», «Da imbroglione a ladro di un milione», «Il sorprendente codice genetico», «La lunghezza della culla genetica», e a qualsiasi episodio di Viaggio della certezza. Vedano come presentiamo dapprima una rigorosa introduzione scientifica, alla quale, per grazia di Allah, non abbiamo visto risposte che richiedano e meritino una replica. Poi mostriamo quanto sia pericoloso lasciarsi abbagliare dalla pseudoscienza, che ormai viene trasmessa precocemente ai nostri bambini, attraverso non solo programmi e percorsi di studio internazionali, ma anche i programmi statali di molti Paesi musulmani, come continueremo a spiegare, se Allah vuole.
Per concludere, cari amici, ripetiamo e ribadiamo: sii forte della verità che possiedi. Smettila di essere troppo accomodante e di voler apparire un musulmano eccessivamente carino a scapito della verità. Sii fiero della verità che Allah ti ha dato. Se Allah vuole, sarai un faro di guida, indicherai il bene e farai rivivere la dignità negli animi dei tuoi fratelli musulmani. Chiediamo ad Allah di guidarci tutti e di guidare altri attraverso di noi, di non metterci alla prova e di non renderci una prova per gli altri. Siamo stati lieti della vostra compagnia in questi minuti. Che la pace, la misericordia e le benedizioni di Allah siano su di voi.