Viaggio verso la certezza

Episodio 39 – Il dio delle lacune degli atei

Il metodo materialista, l’origine della vita e il dio delle lacune: tre obiezioni esaminate alla luce delle fonti della conoscenza nell’Islam.

La pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi.

Che cosa ha condotto scienziati illustri nei loro campi ad affermazioni estremamente ridicole e comiche riguardo all'universo e alla vita? Lo vedremo oggi, discutendo tre obiezioni che rivelano errori nel modo di pensare:

  1. Una teoria è la spiegazione scientifica più accettata negli ambienti scientifici.
  2. Non puoi rifiutare la teoria dell'evoluzione finché non ne presenti un'alternativa.
  3. Quando diciamo che Dio ha creato gli esseri viventi, non sarebbe una risposta scientifica, ma il cosiddetto dio delle lacune.

Nell'introduzione agli episodi sulla mito dell'evoluzione vi avevamo promesso episodi metodologici che mettessero ordine nel pensiero. L'episodio di oggi, fratelli, ne è un esempio notevole, come vedrete, se Dio vuole: seguiteci.

Prima obiezione: «La teoria è la spiegazione scientifica più accettata»

La storia della «spiegazione più accettata»

A: «Oggi il sole è caldissimo, che caldo!» B: «Non c'è nessun sole.» A: «Amico, eccolo, non riesco nemmeno a guardarlo e sto sudando.» B: «Quello non è il sole: escludi la possibilità che sia il sole.» A: «Escludere che cosa?» B: «O è un'illusione ottica oppure abbiamo preso allucinogeni e per questo pensiamo che il sole sia sorto. Non abbiamo preso allucinogeni; resta dunque l'illusione ottica. La mia teoria dice che ciò che vediamo è un'illusione ottica, ed è la spiegazione scientifica più accettata.»

Ecco la storia della spiegazione scientifica più accettata: dopo aver escluso l'unica spiegazione corretta, non restano che varie forme di assurdità e ti viene chiesto di sceglierne una.

L'accettazione della teoria presso gli scienziati

Si dice: «La teoria dell'evoluzione è la migliore spiegazione degli esseri viventi perché è la più accettata negli ambienti scientifici». Più accettata da chi? Dagli scienziati. Quali scienziati? Quelli che hanno escluso in anticipo l'unica spiegazione corretta e poi si sono messi a cercare nell'universo qualsiasi altra spiegazione.

La testimonianza di Franklin Harold

Questo emerge con grande chiarezza dalle parole del professore di biochimica evoluzionista Franklin Harold, nel suo libro The Way of the Cell. Harold scrive a pagina [205]: «Dobbiamo rifiutare per principio l'opzione del disegno intelligente come alternativa al caso; tuttavia dobbiamo ammettere che, al momento, non esistono spiegazioni darwiniane dettagliate dell'evoluzione di alcun sistema biochimico o cellulare, ma soltanto una varietà di congetture fantasiose».

Ricordiamo, fratelli, che noi non parliamo di disegno intelligente; parliamo dell'esistenza di un Agente sapiente e volente, che gli occhi non percepiscono. Una spiegazione simile è rifiutata da Harold e dagli evoluzionisti per principio: è respinta in anticipo e non viene nemmeno proposta per la discussione. Non spiegarmi il sole dicendo che è il sole.

Il dilemma della formazione della cellula

Eppure Harold esprime nel suo libro un'impasse senza uscita. A pagina [245] dice: «I componenti della cellula, come li conosciamo, sono così strettamente integrati che è difficile immaginare che una funzione sia sorta isolata dalle altre. L'informazione genetica viene replicata e letta solo con l'aiuto di enzimi proteici, che a loro volta sono prodotti dagli stessi geni; l'energia è prodotta da enzimi, e gli enzimi hanno bisogno di energia per essere prodotti».

In sostanza Harold indica l'assurdità dell'idea che la cellula si sia formata poco a poco, cumulativamente, alla maniera dell’aereo dei ciechi e della selezione naturale. Come viene replicato il DNA per produrre molte cellule in un organismo e per produrre proteine? Attraverso enzimi. E questi enzimi da dove vengono? Dalla lettura del codice genetico. Quale dei due è venuto prima? Come potrebbero il caso e la casualità ricavare l'uno dall'altro? Non possono: nessuno dei due può formarsi senza l'altro.

Superiamo pure questo dilemma. Come si sono formati quegli enzimi? Hanno richiesto energia. E quell'energia come è sorta? Così sono i sistemi del corpo: intrecciati e dipendenti gli uni dagli altri, senza un punto da cui cominciare né una base di partenza su cui possano lavorare il caso e la misera cecità evoluzionista. Immagina le istruzioni per fabbricare un computer su un CD, ma senza computer non puoi nemmeno leggere ciò che è sul disco.

Harold conferma di non comprendere l'origine della vita

Harold conclude il suo libro dicendo: «Sarebbe gradito concludere con parole celebrative, sostenendo che la scienza avanza lentamente ma con sicurezza verso la soluzione del più grande enigma. Ma, francamente, questo non è il momento delle parole poetiche e rosee. L'origine della vita mi pare incomprensibile come lo era anticamente; è materia di meraviglia, non di analisi e spiegazione.»

Dunque Harold conferma ripetutamente che non si tratta di una questione di tempo: nell'ambito dell'evoluzione la questione non appare spiegabile in linea di principio.

L'impegno verso il materialismo

Nonostante tutto questo, bisogna escludere l'esistenza di un Creatore fuori dal quadro materiale e percepibile. Perché? Perché Harold aderisce alla spiegazione materialistica dell'universo. A pagina [190] afferma: «Permettetemi di chiarire senza ambiguità che, come la grande maggioranza degli scienziati contemporanei, considero il mondo vivente prodotto esclusivamente da cause naturali materiali.»

Il conflitto nel mondo occidentale

Questa è dunque la storia: per secoli nel mondo occidentale vi è stato uno scontro tra religione corrotta e scienza sperimentale; tra la Chiesa, con le sue affermazioni sul mondo invisibile contrarie alla ragione e le sue teorie errate che voleva imporre, e la scienza che la gente vedeva come realtà tangibile. Gli occidentali caddero in questa dicotomia. Avrebbero potuto cercare un sistema di vita corretto, privo di tale conflitto, e noi sosteniamo che sia il sistema islamico, come dimostreremo, se Dio vuole, in Viaggio della certezza.

Avrebbero potuto avvicinarsi all'Islam con imparzialità: le sue fonti sono rimaste pure, e in esso non c'è contraddizione tra ragione corretta e trasmissione corretta da Dio e dal Suo Messaggero; né fra la percezione, compresa l'esperienza, e la trasmissione corretta, perché tutto viene da Dio. «Se provenisse da altri che Allah, vi avrebbero trovato molte contraddizioni» [Corano 4:82] La trasmissione corretta, compresa la rivelazione, la ragione e i sensi sono fonti della conoscenza che si integrano e girano come ingranaggi in un unico sistema che produce conoscenza corretta. Quando parliamo di «scienza» nel sistema islamico, intendiamo tutte queste fonti.

Ma per la maggioranza degli occidentali entrare nell'Islam non era affatto un'opzione: avevano nell'animo una grande barriera, e i loro notabili li allontanarono da esso. Da qui cominciò il viaggio dell'errore e dello smarrimento fino a oggi. Decisero quindi di santificare la scienza basata sui sensi, come l'osservazione e l'esperimento, di considerarla l'unica fonte della conoscenza, di ripudiare completamente la religione e di non riconoscerla come fonte di sapere; oppure le assegnarono un ruolo emotivo, senza considerarla fonte di scienza. Perciò ogni spiegazione di qualsiasi fenomeno cosmico doveva essere materiale e sensibile, osservabile o sperimentale: del mondo invisibile puoi credere ciò che vuoi, ma senza mescolare le due cose.

La fallacia della falsa alternativa (Either/Or Fallacy)

Con questo complesso psicologico molti scienziati occidentali si sono rivolti all'universo per spiegarlo, seguendo ciò che nella logica delle fallacie è chiamato «Either or fallacy»: la limitazione a due opzioni entrambe errate. Non accettiamo il clero cristiano nell'aula scolastica, dunque non rimane che la spiegazione materiale. In inglese: «Lasciate entrare oggi il disegno intelligente nelle scuole e domani vi si pregherà.»

Ignorano completamente la spiegazione corretta: gli esseri viventi devono avere un Creatore sapiente, esente dalle deformazioni dei cristiani. Sono questi gli scienziati che appongono il sigillo di approvazione a una teoria, e poi si dice: «Questa teoria è la spiegazione più accettata negli ambienti scientifici». La formulazione corretta sarebbe: negli ambienti che rifiutano in anticipo l'unica spiegazione; «Che cosa c’è mai, oltre la verità, se non la perdizione?» [Corano 10:32].

La testimonianza di Richard Lewontin

Volete conoscere ancora meglio la loro mentalità? Leggete le parole del professore Richard Lewontin, studioso di matematica, genetica e biologia evoluzionista, autore di Biology as Ideology: The Doctrine of DNA. Rimarrete colpiti dalla franchezza delle sue parole. Mi sono impegnato a verificarne l'attribuzione e, come di consueto, ho inserito per voi riferimenti che consentono controllo e revisione.

Richard Lewontin scrive nel suo articolo Billions and Billions of Demons, pubblicato sul sito The New York Review of Books nel [1997]: «La nostra determinazione ad accettare affermazioni scientifiche contrarie alle evidenze della ragione è la chiave per comprendere il vero conflitto tra scienza sperimentale e metafisica. Parteggiamo per la scienza sperimentale nonostante l'assurdità manifesta di alcune sue costruzioni, nonostante il suo fallimento nel mantenere molte promesse esagerate riguardo alla salute e alla vita e nonostante la tolleranza della comunità scientifica per storie senza prove del tipo “prendila così com'è”. Tutto questo perché abbiamo un impegno preliminare: un impegno verso il materialismo. Non sono i metodi e le istituzioni della scienza a costringerci ad accettare spiegazioni materiali del mondo dei fenomeni; al contrario, siamo spinti dal nostro precedente impegno verso cause materiali a costruire un apparato d'indagine e un insieme di concetti che producano spiegazioni materiali, per quanto contrarie all'evidenza e sconcertanti per il non specialista. Questo materialismo è assoluto: non possiamo permettere che un Piede Divino entri dalla porta. «Poiché non possiamo permettere che un piede divino entri dalla porta».»

Esempi di spiegazioni ridicole

Avete visto con me, fratelli, nei precedenti episodi, e in particolare negli ultimi due, esempi di spiegazioni ridicole contrarie alle evidenze della ragione. Aggiungiamo ora un’altra delle battute degli evoluzionisti.

L'evoluzione del latte materno

Il professore evoluzionista George Gamow voleva proporre un meccanismo per la comparsa del latte nei mammiferi. Nel suo libro di biologia dice che alcuni piccoli rettili iniziarono per caso a leccare il sudore della madre per nutrirsi; quindi alcune ghiandole sudoripare cominciarono a secernere un liquido sempre migliore, finché quel liquido divenne latte. In altre parole, il sudore destinato a eliminare rifiuti dal corpo, grazie al continuo leccare delle ghiandole, sarebbe diventato un alimento completo, con molte proteine, anticorpi, zuccheri, vitamine e altro. Lo sosterrebbe un articolo scientifico del [2012], secondo il quale le ghiandole mammarie si sarebbero evolute da ghiandole simili a quelle apocrine (Apocrine-like glands); non è nemmeno un articolo oscuro, ma è citato da molti altri lavori scientifici.

Ma non è forse una spiegazione ridicola? Sì; e quale sarebbe il problema? Ve l'abbiamo detto fin dall'inizio: siamo disposti a spiegazioni ridicole per preservare il sacro materialismo assoluto.

La posizione della scienza sperimentale sull'esistenza di Dio

Vuoi un altro esempio, fratello? Leggi ciò che la rivista Nature pubblicò nel [1999] del dottor Todd: «La cosa più importante è che nelle aule scolastiche dev'essere chiaro che la science, la scienza sperimentale, evoluzione compresa, non ha dimostrato la falsità dell'esistenza di Dio, perché a questa scienza non è consentito prendere la questione in considerazione; anche se tutti i dati indicassero un progettista intelligente, l'ipotesi verrebbe esclusa dalla scienza sperimentale perché non appartiene alla natura.»

La definizione di teoria scientifica

Dopo tutto questo, leggete la definizione di teoria scientifica dell'Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti: una teoria è la spiegazione migliore e più coerente di un insieme di fenomeni naturali osservabili, capace di integrare fatti, conclusioni, leggi e ipotesi verificate.

Aggiungi a questa definizione: entro il quadro materiale assoluto, cioè sacro, con cura nell'escludere l'esistenza di un Creatore, qualunque assurdità e contrasto con la ragione e le sue evidenze ciò comporti.

Seconda obiezione: «Il dio delle lacune»

Qui potresti confonderti e dire: spiegare i fenomeni scientifici con l'esistenza del Creatore non è forse proprio l'idea del dio delle lacune? Certamente no.

Il concetto del dio delle lacune nelle religioni corrotte

Che cos'è il dio delle lacune? È uno dei residui delle religioni corrotte del Medioevo. Una persona si ammala: perché? Dio l'ha fatta ammalare; forse Dio si è adirato con lei perché ha deriso la Chiesa. Poi fu inventato il microscopio, vedemmo i microbi e capimmo che erano la causa della malattia. Ah, dunque avevate una lacuna di conoscenza sulla causa della malattia e l'avevate colmata dicendo che Dio aveva fatto questo. Così nacque lo scontro tra spiegazione mediante Dio e spiegazioni della scienza sperimentale.

Il concetto delle cause nell'Islam

Nell'Islam non c'è questa separazione: Dio decreta per qualcuno la malattia. Significa forse che la malattia non abbia cause materiali? Certamente le ha; la legge religiosa le ha riconosciute e ha ordinato di adottare misure preventive, come la parola del Profeta, pace e benedizione su di lui: «Coprite il recipiente e legate l'otre», per evitare che cibo e bevanda vengano colpiti dalle epidemie. Furono costruiti microscopi e furono scoperti i microbi. Che cosa è cambiato per la nostra fede? Nulla, se non un aumento della fede: vedendo questi microbi, abbiamo saputo che, per la loro struttura precisa e perfetta, devono avere un Creatore. La retta ragione, che è fonte di conoscenza, lo impone; la scoperta dei microbi non ha sostituito la fede nel Creatore, come presume la stoltezza dell'ateismo.

Si verifica la malattia e Dio guarisce. «E quando sono malato, è Lui che mi guarisce» [Corano 26:80] Significa forse che non esistano cause di guarigione da adottare? Certamente esistono; «Scaturisce dai loro ventri una bevanda dai diversi colori, in cui vi è guarigione per gli uomini» [Corano 16:69] Al Profeta, pace e benedizione su di lui, fu chiesto: «Messaggero di Dio, dobbiamo curarci?» Egli rispose: «Curatevi: Dio non ha posto una malattia senza porre per essa una cura, tranne una sola malattia: la vecchiaia». [Isnād autentico]

L'integrazione delle fonti della conoscenza nell'Islam

La pioggia scende per effetto del sole che evapora l'acqua; essa poi si condensa attorno a nuclei, a basse temperature negli strati alti dell'atmosfera, e i venti la sospingono, cosicché cade pioggia. Tutto questo è scienza sperimentale percepibile. Nello stesso tempo il sole e il mare devono avere un Creatore; le leggi dell'evaporazione e della condensazione a date temperature, della compressione e della rarefazione che muovono i venti, devono avere un Creatore. Le leggi non producono da sé azioni: sono descrizioni delle azioni di un Agente volente, che ha fatto procedere le cose in questo modo. Sono necessità razionali e la ragione è una fonte di conoscenza: il quadro si completa senza conflitto fra ragione, percezione ed esperienza.

Il Creatore e le cause

Dunque:

  1. I fenomeni scientifici devono avere un Creatore.
  2. Questo Creatore ha stabilito cause per i fenomeni.

Sono due verità risultanti dall'uso della ragione e della natura innata su ciò che ricade sotto percezione ed esperienza, anche se il Creatore stesso non è visto dagli occhi. Se qualcuno ha creato uno scontro tra queste due verità, il problema è suo; non è un problema della nostra religione, grazie a Dio. Se il Creatore ci informa di aver fatto scendere l'acqua come misericordia o castigo, ciò non elimina le cause materiali: l'ha fatta scendere attraverso tali cause come misericordia o castigo.

La differenza fra il dio delle lacune e la fede nel Creatore

Gli esseri viventi ci pongono due domande: primo, devono necessariamente avere un Creatore? Secondo, come li ha creati il Creatore? Alla prima abbiamo risposto, a partire dall'episodio [13] di Viaggio della certezza: sì, devono avere un Creatore che li ha prodotti con intenzione e volontà, e non sono venuti dal caso o dalla casualità. Questa è una necessità razionale.

La seconda domanda è: come li ha prodotti il Creatore? Li ha creati tutti insieme così come sono, oppure ha trasformato alcuni in altri? Qui ci si può avvalere dei sensi, dell'osservazione e del disegno di scenari ipotetici sul passato remoto, senza che qualcuno possa concludere con certezza qualcosa, e senza entrare ora nel merito dell'utilità di questa ricerca. Esamineremo questi punti più avanti, se Dio vuole.

Ciò che voglio chiarire ora, fratelli, è che qui le possibilità diventano aperte e le ipotesi sono ammissibili finché non contrastano con le fonti corrette della conoscenza: percezione, ragione, trasmissione e rivelazione, le cui prove ne hanno mostrato la veridicità. Tutto questo dopo aver concordato sulla premessa indispensabile per ogni persona ragionevole: gli esseri viventi devono avere un Creatore, proprio come non neghiamo che il sole esista.

Se ci porti un apparecchio che vediamo per la prima volta, completo e dotato di una funzione, tutti siamo certi che abbia un fabbricante, che lo ha ben progettato, perfezionato e gli ha assegnato la funzione prima di realizzarlo. Possiamo poi divergere su come lo abbia fatto: con la mano o con una macchina in fabbrica, dove e quando. Ma resta indiscusso per ogni persona ragionevole che l'apparecchio abbia un fabbricante. Dire invece: «Se non mi dici esattamente come è stato fatto, devi concedermi che non sia stato fatto affatto» è un'ignoranza risibile. Non abbiamo colmato una lacuna di ignoranza affermando l'esistenza del Creatore: sappiamo con certezza, dalle corrette fonti della conoscenza, che un Creatore è necessario.

I vergli dèi delle lacune

Ma vi dirò dove sono gli dèi delle lacune. Lo sono quando questa verità viene esclusa e poi si domanda: chi ha creato gli esseri viventi? Si affrettano a rispondere: l'evoluzione, mutazioni casuali e selezione cieca. E per questo fenomeno? Rispondono: dev'essere ancora l'evoluzione, cambieremo la teoria affinché contenga questo fenomeno. Così sono arrivati alle divinità dai molti nomi di cui abbiamo parlato nei due episodi passati. Ogni cosa è diventata una lacuna da colmare con una delle divinità dell'evoluzione.

I dèi delle lacune sono quando viene chiesto perché il [95] per cento del materiale genetico non contenga geni. Arriva la risposta: lo hanno fatto glgli dèi dell'evoluzione, «Evolution»; sono il caso e la casualità. Qual è la funzione di questa struttura nel corpo umano? Non è necessario che abbia una funzione, non affaticarti a cercarla. Se tutto deriva dal caso, non sorprende vedere in ogni angolo organismi e parti senza utilità, e la porta della scoperta viene chiusa. Perché ricercare, se non vi è nell'universo una saggezza da cercare? Nessuno avrebbe avuto lo scopo che le cose fossero come sono, perché noi ne cerchiamo il fine e ne traiamo beneficio.

Ci ammaliamo: dobbiamo cercare una medicina? Ti hanno fatto ammalare le divinità dell'evoluzione e gli esseri viventi sono giunti per caso e casualità. Non c'è garanzia che questa casualità abbia prodotto una cura per la malattia: perché cercarla? In questo modo l’evoluzione impedisce il progresso, perché risponde a ogni domanda che è il prodotto della casualità. Gli occidentali non sono progrediti se non quando hanno ignorato nei fatti queste assurdità, anche se le loro lingue la pronunciavano, e quando hanno beneficiato delle scienze di chi li aveva preceduti senza contaminarsi con questa assurdità.

Invece nella nostra religione «In verità ogni cosa abbiamo creato secondo una misura» [Corano 54:49] sappiamo con certezza che ogni cosa in questo universo ha un ruolo e non esiste se non per una saggezza: perciò ricerchiamo e beneficiamo. Guarda la differenza: l'evoluzione avrebbe prodotto organi senza utilità ed errori di progettazione; non vi avevamo detto che erano caso e casualità? Dall'altra parte, un Creatore deve averli prodotti con saggezza affinché svolgano una funzione, e noi ricerchiamo questa funzione e i suoi benefici. Confronta le due posizioni e guarda chi sono davvero gli adoratori degli dèi delle lacune.

Terza obiezione: «Non puoi rifiutare la teoria dell'evoluzione finché non ne presenti un'alternativa»

Da quanto precede, fratelli, comprendiamo la falsità dell'affermazione secondo cui non si può invalidare la teoria dell'evoluzione senza offrirne una teoria alternativa. È una delle obiezioni più frequenti ai precedenti episodi; in sostanza sacralizza l'ignoranza: una mito nata da un metodo materialista che rifiuta l'unica spiegazione corretta, poi si è impadronita del trono delle illusioni e ha detto: non la rovescerai finché non presenterai un'alternativa, a condizione che non sia l'unica spiegazione corretta.

La mito dell'evoluzione è falsa fin dall'inizio perché fornisce una risposta razionalmente errata alla prima domanda: gli esseri viventi devono avere un Creatore? L'unica risposta corretta è: sì, devono avere un Creatore. Dopo esserci accordati su questa risposta viene la seconda domanda: come li ha creati? Possiamo proporre alcune ipotesi, che li abbia creati così come sono oppure abbia trasformato alcuni in altri, e poi discutere gli argomenti favorevoli e contrari a ogni proposta. Ma, sia che proponiamo un'ipotesi o meno, questo non ha relazione con l'invalidazione della mito dell'evoluzione, la cui risposta alla prima domanda è falsa.

Di nuovo la fallacia della falsa alternativa (Either/Or Fallacy)

Dunque, fratelli, per ordinare le idee possiamo aggiungere alla lista delle fallacie logiche utilizzate per promuovere miti la fallacia [13], either or fallacy: limitare la questione a due opzioni, entrambe false; o una religione corrotta contraria a ragione e scienza, oppure spiegazioni ridicole contrarie a ragione e scienza, ignorando l'unica spiegazione corretta: questo universo ha un Creatore descritto come Gli si addice in una religione autentica, e ha creato ogni cosa con saggezza e volontà.

Conclusione

Resta la domanda importante: quegli scienziati occidentali che dichiarano il loro impegno verso il metodo materialista, vi si sono davvero attenuti? Hanno realmente escluso il mondo invisibile dalle loro spiegazioni? Esiste davvero qualcosa chiamato metodo materialista che possa essere applicato nei campi scientifici? Oppure troveremo nella legge di Dio che chi ha negato la verità vede spezzarsi ogni cosa: non gli restano salvi ragione, trasmissione, natura innata né esperienza; «E il cui comportamento è senza misura» [Corano 18:28]. A questa domanda risponderemo nel prossimo episodio, se Dio vuole: continuate a seguirci. La pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi.


Fonte: Sito ufficiale del dottor Eyad Qunaibi.