Viaggio verso la certezza

Episodio 46 – Perché alcuni seguaci di Adnan diventano atei?

Il metodo di Adnan Ibrahim è confrontato con quello di Darwin: citazioni, esperimento di Lenski e conseguenze sulla lettura del Corano e sulla fede.

La pace sia su di voi. Nell’episodio precedente abbiamo spiegato perché la teoria dell’evoluzione è in conflitto con l’Islam, e abbiamo menzionato diversi orientamenti di chi pretende di poterla conciliare con l’Islam. Uno di questi è il dottor Adnan Ibrahim, che nel (2014) iniziò a pubblicare una serie sulla teoria dell’evoluzione, promuovendola con tutti i suoi pilastri: gli esseri sarebbero venuti da cambiamenti casuali e selezione cieca, senza intenzione, con conseguenti errori di progettazione e organi inutili.

Come è riuscito a convincere dei musulmani di questo? E come ciò li conduce, a poco a poco, alla miscredenza oppure al dubbio e al turbamento? Lo scopriremo oggi: seguiteci...

Il metodo di Adnan Ibrahim per promuovere l’evoluzione

Adnan Ibrahim iniziò la sua serie dicendo che i suoi seguaci dovevano comprendere l’evoluzione, anziché respingerla per ignoranza o rimanere indietro rispetto alla scienza occidentale e diventare oggetto di scherno. Disse che la prima parte avrebbe presentato le prove a suo sostegno e la seconda le critiche e le obiezioni.

«Vogliamo almeno liberarci dell’ignoranza quando parliamo di questo argomento, sia che siamo d’accordo sia che dissentiamo». Ti dà l’impressione che le prove della teoria che presenterà possano conciliarsi con l’Islam: vieni ad ascoltare, non temere!

«Non anticipiamo gli eventi dicendo già ora che cosa pensiamo dell’evoluzione stessa. La teoria potrebbe essere corretta persino dal punto di vista religioso, senza crearci alcun problema né difficoltà, se Allah vuole. Ma ne parleremo a suo tempo, come ho detto». Tu apri il cuore e cominci ad ascoltare, desideroso di conciliare scienza e fede. Lo senti assicurarti che le creature di Allah sono venute dal caso e dalla casualità, con stupidi errori di progettazione, e che a dirlo sono grandi scienziati. Come?! Chiedo perdono ad Allah! Ti risponde: pazienta! Concilieremo tutto questo con l’Islam nella seconda serie. Intanto ti rassicuro: Allah ha un qualche ruolo nella comparsa degli esseri.

«Il metodo di Allah nella creazione è lo sviluppo. Quindi non è evoluzione, Evolution: che cos’è? Evolization, potremmo chiamarla così. Non un elevarsi, ma un elevare. Chi sviluppa? Allah. Chi eleva? Allah».

Il mito secondo cui gli esseri sono venuti dal caso è inconsistente e assurdo per ogni persona ragionevole. Ma dire che Allah ha un ruolo nel processo gli conferisce un po’ di credibilità e lo salva dal crollare agli occhi delle persone. Chi lo osserva da lontano dice: c’è una certa plausibilità. E senti dire: forse Allah ha creato la prima cellula lasciando che l’evoluzione ne producesse gli esseri; forse Allah guida l’evoluzione in termini generali. La presenza della parola «Allah» in tutto questo attenua la reazione di rifiuto davanti alla stupidità del mito: finché il processo rientra in generale nel decreto di Allah, qual è il problema?

Il nostro amico ritiene dunque che «il metodo di Allah nella creazione sia lo sviluppo». Vediamo come descrive questo metodo: «Quando leggi la teoria dell’evoluzione, la approfondisci e ne leggi la letteratura, vi trovi attrattiva: è una teoria affascinante, davvero piena di incanto e bellezza. Mi ha incantato da ragazzino, fratelli; ho letto L’origine delle specie e mi ha incantato. Sapete perché? Parla di persistenza, continuità, selezione... Sì, è stupida, ma i suoi risultati sono intelligenti, benché questa selezione sia stupida! Sì, è stupida, ma i suoi risultati sono intelligenti, benché questa selezione sia stupida!».

La domanda è: se ti dicessero che usi un metodo stupido nel tuo lavoro e nelle tue realizzazioni, lo accetteresti? In definitiva, dottor Adnan, la comparsa degli esseri era intenzionale? Vediamo: «È uno sviluppo? Che cos’è lo sviluppo? Un’evoluzione guidata. È questo che alla fine crediamo, così potete stare tranquilli, ed è ciò che ci spiegherà cose che l’evoluzione non riesce a spiegare. Arriviamo dunque al fatto che questo sviluppo è davvero il metodo di Allah nella creazione: Egli ha voluto creare gli esseri in questo modo».

Allah ha dunque voluto creare gli esseri in questo modo: c’è una volontà divina. D’altra parte, ascoltiamo che cosa dice del metodo di Allah in questa creazione, a suo dire: la selezione naturale. «La selezione naturalmente è cieca, certo. Che cos’è? Un aggiustatutto, un tinkerer, un blind tinkerer, un aggiustatutto cieco. Che significa tinkering? Rattoppare, arrangiarsi. Vi ho detto in un episodio precedente che una delle principali analogie usate dagli evoluzionisti per spiegare la selezione naturale è quella dell’aggiustatutto. La selezione naturale non è un progettista, fratelli, non è un progettista. Non c’è progettazione nella selezione naturale, perciò è davvero cieca, sicuramente cieca. Non sono forze intelligenti, consapevoli, con un principio, una legge su cui operare, un piano o un programma di lavoro. No, no, non è questo di cui parlo. Assolutamente no».

Se noi e gli altri esseri siamo venuti attraverso questo aggiustatutto cieco che rattoppa senza sapere che cosa fa, non stupirti di sentire il nostro amico dire: «Perciò, perciò ci sono difetti nella creazione. Troverai difetti persino nella struttura dell’uomo, difetti nella struttura degli animali. Direte: chiedo perdono ad Allah! Ce ne sono, ce ne sono! E finora non risulta altro che siano difetti, imperfezioni: cose incomplete, scorrette, fuori posto». Eppure Adnan Ibrahim, per farti credere che il mito non contrasti con la fede, ti dice: «Qual è il problema se Allah vuole creare le specie e farle discendere le une dalle altre mediante la selezione naturale? Non c’è alcun problema!».

Qual è il problema?! Chiedetelo a chi pone la domanda: se ti dicessero che nel tuo lavoro usi un metodo stupido e cieco, senza progetto, piano né programma, che causa difetti, cose incomplete e fuori posto, lo accetteresti per te? «Attribuiscono ad Allah ciò che detestano, mentre le loro lingue mentono sostenendo che a loro spetti il meglio» [An-Naḥl 16:62]. Guarda quanto è orribile la conclusione esplicita del discorso: Allah avrebbe creato a caso, alla cieca, senza scopo! Allah è immensamente al di sopra di ciò che dicono.

Darwin e Adnan Ibrahim: un metodo simile

La sorpresa, fratelli, è che il metodo di Adnan Ibrahim — menzionare un qualche ruolo ignoto di Allah nella comparsa degli esseri per far passare il mito del caso — riproduce esattamente ciò che fece Darwin prima di lui. Anche l’uso di espressioni contrastanti e contraddittorie ripete il metodo di Darwin. Disse il vero il Messaggero di Allah, pace e benedizioni su di lui: «Seguirete certamente le vie di coloro che vi hanno preceduto» (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī).

Come fece Darwin a far credere che il suo mito non contrastasse con il riconoscimento di un Creatore? Ho esaminato tutti i passi in cui Darwin menziona il Creatore ne L’origine delle specie, e la contraddizione nel descriverne le azioni era evidente. Era un inganno, una confusione deliberata fatta di avanzate e ritirate per preparare gradualmente le persone ad accettare il mito? Oppure Darwin stesso soffriva di smarrimento, incertezza e conflitto interiore? Non ci interessa. Ci interessa mostrare che l’idea più assurda e stupida della storia penetrò inizialmente negli animi sotto la copertura di «un qualche ruolo del Creatore», finché essi l’accettarono, corrompendo logica e ragione e avviandosi gradualmente verso la miscredenza.

Nella conclusione della prima edizione de L’origine delle specie Darwin scrisse: «Dalle analogie deduco che forse tutti gli esseri organici vissuti su questa terra sono discesi da una sola forma primordiale nella quale fu insuffiata la vita». Insuffiata la vita?! Chi l’ha insuffiata, Darwin? Il Creatore. Allora dichiaralo! Va bene, ve lo aggiungerò nell’appendice. L’editore dice: «Le aggiunte e le modifiche seguenti, preparate dall’autore per questa edizione, sono state ricevute troppo tardi per poter essere inserite nelle rispettive sedi».

Una di queste aggiunte modifica «nella quale fu insuffiata la vita» in «nella quale fu insuffiata la vita dal Creatore». Darwin conservò «dal Creatore» nelle edizioni successive. Grazie, signore. Che cosa fece il Creatore dopo? Niente: il Suo ruolo terminò lì. Come?! Il Creatore, Darwin, non ha creato gli esseri con intenzione e volontà? Assolutamente no. Forse intendi che abbia almeno predisposto un piano generale per la loro formazione: ha lasciato che il caso producesse cambiamenti e che la selezione naturale selezionasse, sapendo a che cosa tutto ciò avrebbe condotto? Secondo Darwin, assolutamente no: non c’era alcun «piano di creazione», né intenzioni generali o fini ultimi della creazione. Cioè nessuno ha voluto che gli esseri venissero in questo modo: caso per caso. Ti risponde: sì.

Ma un momento! Nella prima edizione, nel (1859), Darwin dice: «Dobbiamo supporre una forza che osserva sempre con attenzione ogni piccola variazione casuale». Chi è questa forza?! Certamente intende il Creatore. Passano due anni, durante i quali le menti assorbono l’assurdità della formazione casuale degli esseri, purché avvenga sotto l’attenta vigilanza del Creatore. Poi, nell’edizione del (1861), Darwin cambia la frase: «Dobbiamo supporre una forza — tra parentesi, la selezione naturale — che osserva sempre con attenzione ogni piccola variazione casuale». Nell’edizione del (1869) dichiara esplicitamente: «Dobbiamo supporre una forza, rappresentata dalla selezione naturale o dalla sopravvivenza del più adatto, che osserva sempre con attenzione ogni piccola variazione casuale».

Secondo Darwin, dunque, il Creatore non ha alcun rapporto con la creazione. Ma un momento! Darwin non ha negato che il Creatore abbia creato la natura: potrebbe voler dire che la natura agisce per conto di Allah in una creazione saggia e intenzionale? Assolutamente no! Darwin scrisse anzi che molti naturalisti considerano la natura una manifestazione del piano del Creatore, e ritenne che questa supposizione non aggiungesse nulla alle nostre conoscenze.

Ecco un esempio dell’insistenza di Darwin, a ogni costo, sul fatto che nulla sia stato creato intenzionalmente. Alfred Wallace fu tra i primi a sostenere la selezione naturale, e Darwin considerava sé e Wallace collaboratori nella produzione della teoria. Wallace scrisse un articolo su caratteristiche e strutture umane che riteneva improbabili come prodotti della selezione naturale, soffermandosi sul cervello: sembrava esserci una forza che aveva guidato l’evoluzione in direzioni determinate, per fini specifici. Usò l’espressione «intelligenza superiore», che aveva guidato l’evoluzione verso scopi più nobili. All’uscita dell’articolo Darwin si infuriò e annotò nervosamente accanto a quell’opinione di Wallace un grande «NO», con punti esclamativi! Gli scrisse: «Temo che tu stia uccidendo completamente il figlio mio e tuo!», cioè la teoria dell’evoluzione. Come a dirgli: quale guida?! Quali fini?! Quale intelligenza?! Capisci, Wallace: è proprio ciò che voglio negare del tutto. L’obiettivo della mia teoria è ridimensionare il ruolo del Creatore e negarne l’opera creatrice. Accennando al Suo intervento demolisci la teoria alla radice e annulli lo scopo per cui l’ho elaborata.

Bene, Darwin, hai respinto Wallace: hai una spiegazione alternativa del cervello su cui si è soffermato? Naturalmente no. Darwin stesso confessò il suo smarrimento davanti alla questione del cervello e dell’affidabilità della ragione: «Mi assale sempre un dubbio terribile: le convinzioni della mente umana, che a sua volta si è evoluta dalle menti di esseri inferiori, hanno qualche valore o meritano la minima fiducia?». Darwin stesso capì dunque che il suo mito mette in dubbio l’affidabilità della ragione e ci imprigiona in ragionamenti circolari: dovremmo credere a una mente che non è altro che il funzionamento di un cervello venuto dal caso, solo perché quella stessa mente ci dice di crederle. È un dilemma che rende del tutto privo di valore ogni scritto di Darwin: illusioni di una mente inaffidabile. Eppure insiste sul fatto che il cervello non sia venuto intenzionalmente.

In definitiva, Darwin, il ruolo del Creatore era limitato alla prima cellula? Tornò a dubitare anche di questo, scrivendo nella sua corrispondenza che il primo essere avrebbe potuto sorgere spontaneamente in una pozza calda. Non c’era più chi insufflava la vita, né vita insuffiata, né altro: materia per materia. È come se Darwin volesse allentare gradualmente la presa divina nella propria rappresentazione dell’universo — Allah è immensamente al di sopra di questo! —, manipolando le parole e procedendo a piccoli passi. Nel frattempo conservava espressioni che facevano sentire a chi credeva in un Creatore che fosse dalla loro parte, uno di loro, e riconoscesse un qualche ruolo del Creatore.

Confrontate tutto questo con le espressioni del suo allievo Adnan Ibrahim: considera i cambiamenti casuali e la selezione cieca il metodo del Creatore, poi lo descrive come stupido! Poi dice che Allah ha voluto creare gli esseri, quindi nega ogni intenzione e afferma che sia solo un rattoppare cieco. La questione è chiara: Darwin è ostile alla fede nel Creatore e non è affatto uno studioso obiettivo. No, no, non pensar male! Direbbe tutto questo solo per magnificare il Creatore e dichiararlo esente da difetti e imperfezioni.

Giustificare i “difetti nella creazione” e dichiarare Dio trascendente

Come?! Vediamo prima l’allievo, poi il maestro: «Ora il creazionista non sa spiegarci perché questi uccelli abbiano ali e non volino. Allah — benedetto ed eccelso, potente e glorioso — crea forse qualcosa invano? Qualcosa senza funzione, senza importanza, senza obiettivo? Allah ce ne guardi! Allora devi ammettere che Allah, il Creatore, non ha creato questi uccelli». Naturalmente abbiamo risposto in dettaglio alla battuta delle ali inutili nell’episodio (cocktail), in un modo che farebbe nascondere sotto terra la testa di chi l’ha ripetuta a pappagallo, se fosse onesto. Abbiamo risposto anche a molte altre affermazioni di Adnan Ibrahim. Guardate che cosa ha fatto: vi ha presentato esempi di errori nella creazione, a suo dire, come fatti indiscussi. Poi vi ha fatto sentire che l’unico modo di dichiarare Allah esente da errori fosse negarne l’opera creatrice e attribuirli al caso. Anche il suo maestro Darwin si presentò come colui che magnificava il Creatore, negando che fosse simile alle creature: «È difficile evitare il paragone fra l’occhio e un telescopio. Sappiamo che questo strumento è giunto alla perfezione grazie agli sforzi lunghi e continui delle più alte intelligenze umane; per natura deduciamo che l’occhio si sia formato in modo in qualche misura simile. Ma questa deduzione non potrebbe essere presuntuosa? Abbiamo forse il diritto di supporre che il Creatore operi con capacità intellettive simili a quelle umane?». Come osi supporlo del Creatore?! Vergognati! Il Creatore è troppo grande per creare così: se l’uomo fabbrica il telescopio con intenzione e volontà, il Creatore creerebbe con casualità e selezione cieca per milioni di anni, la Sua creazione sarebbe piena di errori di progettazione e organi inutili, non avrebbe voluto creare nulla e non avrebbe alcun rapporto con la creazione! Devi credere così per non essere presuntuoso verso il Creatore, secondo Darwin.

Con il pretesto di dichiarare Allah esente da errori, Adnan Ibrahim si permette di deriderne la creazione e cita le parole della feccia della pseudoscienza che la denigra. Sostiene di non criticare la creazione di Allah: al contrario, critica il prodotto di casualità e cecità, che sarebbero il metodo di Allah nella creazione. Cercate voi di capirci qualcosa! Ricordate, fratelli, il nostro discorso sull’occhio e la magnificenza del suo progetto? Ricordate come accademici fra gli stessi seguaci del mito abbiano smentito nelle proprie ricerche i presunti errori di progettazione dell’occhio e deriso l’idea che le cellule fotosensibili avrebbero dovuto essere rivolte in avanti, se fosse stato progettato? Al nostro amico non interessa. Gli interessano le parole dei suoi amici che denigrano la creazione di Allah: «L’occhio umano, che molti non specialisti considerano un segno di straordinaria progettazione, impressionante, entusiasmante, stupefacente! Pensano questo! Ma gli specialisti vedono tutt’altro». Poverino: credi che l’occhio sia meraviglioso perché non sei uno specialista. Vieni a sentire gli specialisti!

«A prescindere dall’evoluzione, è la scienza stessa: questo è noto dal XIX secolo. Il grande fisico tedesco Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz, Helmholtz è noto come fisico. Purtroppo la gente comune ignora che era anche biologo e psicologo, e i suoi contributi a queste due scienze sono più grandi e importanti di quelli alla fisica. Uno studioso enciclopedico, enciclopedico in fisica più che in biologia e... anzi, scusate, ancora di più in biologia e psicologia».

Naturalmente questo è sempre il metodo di Adnan Ibrahim quando vuole citarvi una stupidaggine di un sacerdote della pseudoscienza: deve gonfiarlo e ingigantirlo, affinché vi arrendiate e vi facciate piccoli davanti al gigante, anche se vi dice cose che vedete essere stupide. Che cosa disse questo grande studioso enciclopedico? «Ha una frase famosa, cui gli evoluzionisti si appoggiano e che elogiano perché serve alla loro causa: sminuire l’idea della progettazione, l’ingegnosità dell’occhio e la grandezza della sua fattura. Dice Helmholtz: se andassi dal mio ottico e mi desse uno strumento con un’efficienza pari a quella dell’occhio, lo rimprovererei per la sua negligenza e scarsa abilità e gli restituirei la merce: tienitela! Che fallimento, tu e lei! Che cos’è questa? La chiami uno strumento?! Io costruisco una lente, una macchina fotografica migliore di questa. Naturalmente evoluzionisti e atei, non dico che esagerino: semplicemente osano dire che questo non è un progetto difettoso, ma un progetto estremamente stupido. Se mi dici progetto... questo è stupido, un progetto stupido!».

Le loro parole non sarebbero dunque un’esagerazione, né naturalmente una menzogna o una ciarlataneria: no, no, solo coraggio. Hanno osato dire la verità, secondo Adnan Ibrahim. Richard Dawkins, del quale abbiamo illustrato molti esempi di menzogna e falsificazione della scienza per combattere la fede nel Creatore e convincere che Dio sia un’illusione, viene così descritto da Adnan: «Uno scienziato, gloria ad Allah! Che tu sia d’accordo o no, è uno scienziato; ha la mentalità e i sentimenti di uno scienziato, venera la scienza, ne è felice, ne gioisce: qualcosa di straordinario». Se Dawkins è uno scienziato, credigli quando parla del nervo laringeo della giraffa: «Perché questo nervo compie questo lungo giro, che apparentemente è stupido e insensato, inutile? Perché lo fa?». Non agitarti e non dubitare delle intenzioni dell’uomo: nello stesso contesto dice «È lungo e torna davvero indietro — non c’è dio all’infuori di Allah — e torna alla laringe». Per lui è un giro stupido e insensato, ma «non c’è dio all’infuori di Allah», «gloria ad Allah». Della colonna vertebrale dice: «Che cosa dice Robin Williams? Questo non è un progetto, è un percorso evolutivo, un rattoppare stupido, tuttora poco riuscito». Nell’episodio «Era ora di svegliarsi» abbiamo risposto anche alla sua affermazione sulle ossa posteriori della balena: «Naturalmente non servono assolutamente a nulla, per unanime consenso dei biologi». Abbiamo mostrato che già più di (130) anni fa i biologi ne avevano spiegato in dettaglio la necessità per la riproduzione. Servono alle balene soltanto a mantenere la propria specie ed evitarne l’estinzione!

«Per questo nella scienza non puoi prendere un libro di (100) anni fa e dire: critico l’evoluzione! La scienza richiede aggiornamento continuo. Se ti affidi interamente a un libro scritto anche solo (5) o (4) anni fa, puoi incorrere in figuracce scientifiche. Per parlare di scienza devi seguirla costantemente. Nella scienza non si dorme: non puoi dormire e poi alzarti per seguirla. Non si può!». Eppure Adnan Ibrahim cerca qualsiasi frase degli stupidi della pseudoscienza che descrivano la creazione come stupida e la cita come scienza, anche quando ricerche dettagliate degli stessi seguaci dell’evoluzione la smentiscono, come abbiamo mostrato ripetutamente. Naturalmente non dimentica di aprire questi episodi così: «Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Lode ad Allah, pace e benedizioni sul Messaggero di Allah, sulla sua famiglia, sui suoi compagni e su chi lo segue. Gloria a Te! Non abbiamo altra scienza che quella che Tu ci hai insegnato. Tu sei il Sapiente, il Saggio. O Allah, insegnaci ciò che ci giova, facci giovare di ciò che ci hai insegnato e accresci la nostra scienza. Cari fratelli e sorelle in Allah, la pace, la misericordia e le benedizioni di Allah Altissimo siano su di voi». Tranquilli dunque: questa denigrazione e derisione della creazione di Allah sarebbe una lezione di fede, conciliabile con la fede in Lui. Ma non anticipate gli eventi: nella seconda serie, se Allah Altissimo vuole! Altissimo rispetto a che cosa, esattamente, se per te Allah non è al di sopra dell’imperfezione, Adnan Ibrahim?

Abbiamo spiegato che una persona ragionevole deduce dalla creazione la sapienza di Allah, anche se non comprende la saggezza di un particolare: gli bastano le innumerevoli prove e testimonianze della Sua sapienza. Per Adnan Ibrahim, no! Chi ragiona così è un creazionista le cui parole non spiegano nulla. A capire è l’evoluzionista, che cerca ciò di cui ignora la funzione per denigrare la creazione di Allah: «Qui il creazionista è in difficoltà, non riesce a spiegare. Zitto, allora! Ti dirà: fratello, Allah ha saggezza in ogni cosa. Naturalmente ha un modello esplicativo generale che dice tutto e non spiega nulla! Certo, perché tu non capisci il perché. L’evoluzionista capisce il perché! È una lunga storia: se volete leggerla in dettaglio, molti libri ne parlano, fra cui Il più grande spettacolo della Terra di Dawkins». Il libro dell’ateo Dawkins che abbiamo visto essere il più grande prendere in giro, una raccolta di menzogne per convincere che non c’è un Creatore: l’illustre Adnan Ibrahim vi consiglia di consultarlo. Invece, parlando di religiosi che sbagliano davvero nel dire che la teoria sia scomparsa, guardate la differenza rispetto a Dawkins: «Non permettetevi di ascoltare i bugiardi, i religiosi che parlano a vanvera di ciò che ignorano, talvolta in nome della scienza».

L’esperimento di Lenski: le presunte prove degli atei

Adnan Ibrahim ti fa sentire che gli atei hanno prove forti, difficili da confutare, come l’esperimento di Richard Eimer Lenski. Ancora una volta devi restare abbagliato dai grandi signori per inghiottire ciò che dicono: «Questo esperimento di Lenski, oh! Più di (70), (80) pagine, linguaggio scientifico tecnico molto complesso, in inglese, tabelle e grafici, numeri ed equazioni matematiche: un gran lavoro, davvero rigoroso!». Bene, che cosa dice questo studio? «Forse — è un’altra possibilità, ancora non lo sappiamo — forse verranno mutazioni che permetteranno ai batteri di sfruttare anche altro oltre al glucosio. Se per esempio avvenisse una mutazione, o più mutazioni combinate, cosa molto complessa: proprio ciò che i creazionisti negano».

I creazionisti sono naturalmente coloro che credono nel Creatore e dicono che gli esseri viventi sono complessi, con strutture integrate e perfette, impossibili da produrre per caso. «È proprio ciò che i creazionisti negano: dicono che non può avvenire per mutazione, né per caso, che è impossibile. Deve occuparsene un progettista: Allah, benedetto ed eccelso. La probabilità — cominciano a calcolartela — risulta (1/10) elevato a (150), (160) o (300): impossibile, equivale al nulla». Per chiarezza, noi riteniamo che la probabilità sia dello (0%), non di più, come abbiamo spiegato. «Ma se avvenisse in natura, se avvenisse nella realtà, che fareste? Purtroppo gli evoluzionisti dimostrano proprio questo: accade».

Purtroppo, dunque, gli evoluzionisti dimostrano che accade. Purtroppo perché noi creazionisti saremmo nei guai: pensavamo fosse necessario un Creatore, ma ora gli evoluzionisti dimostrano scientificamente che bastano le coincidenze e che il Creatore non serve. «Con questo esperimento accadrà, accade! Immaginate: si accumulano due o tre mutazioni, ciascuna delle quali da sola non giova a nulla, ma se arriva una mutazione seguita poi, per puro caso, da un’altra che vi si combina, poi una terza, alla fine l’essere evolve in modo sorprendente e ha un nuovo vantaggio che lo rende più efficiente sotto un certo aspetto. Accade?! Purtroppo accade. In questo esperimento vedrete come è accaduto. Perciò è una delle prove più forti nelle mani degli atei, specialmente degli evoluzionisti atei che dicono che il caso produce organizzazione complessa e cose che credenti, teisti o creazionisti non immaginano possibili. Accade, accade, lo abbiamo visto e abbiamo documentato che accade».

Gli atei avrebbero dunque prove potentissime che il caso crea senza bisogno di un Creatore: «Vedremo cose gravi, molto gravi. Vedremo se esiste una possibilità di rispondere. Come rispondere? Non puoi rifiutare l’esperimento: è scientificamente rigoroso, non c’è discussione». Saremmo dunque in una situazione gravissima, che minaccia la nostra fede: gli atei avrebbero una prova ineccepibile, sarebbero loro gli uomini di scienza, e vedremo se noi credenti in Dio possiamo rispondere salvando la faccia della nostra fede... «Interpretare l’esperimento! L’esperimento potrebbe essere corretto al 100%, ma l’errore potrebbe essere dove? Nell’interpretare e spiegare ciò che è accaduto. Restano margini su cui impegnarci, margini... Lo vedremo, ma come dico sempre nella seconda serie, nella seconda serie». Gli atei avrebbero dunque prove non solo forti, ma schiaccianti. «Naturalmente, come ho detto, Dawkins ne è molto fiero e lo considera una prova schiacciante e devastante. Ma è una prova discutibile, come vedremo nella seconda serie, se Allah, benedetto ed eccelso, vuole».

Naturalmente, fratelli, la seconda serie non è ancora arrivata. Dal (2014) Adnan Ibrahim ha diffuso i suoi dubbi e i miti della pseudoscienza per più di (30) episodi, promettendo che prima avremmo capito l’argomento degli altri, poi risposto e tentato di conciliare Islam ed evoluzione. Sono passati (5) anni e il momento della risposta non è ancora giunto. Abbiamo trattato in dettaglio l’esperimento di Lenski in un episodio dedicato, spiegando che cosa è successo nei batteri sulla base dell’articolo dello stesso Lenski su Nature. Dalla loro ricerca vi abbiamo dimostrato che non c’è alcuno spazio per il caso: è un processo organizzato, preciso e meraviglioso. Lenski e il suo gruppo hanno manipolato deliberatamente le parole, usando «exaptation» per negare l’intenzione: hanno presentato scientificamente i risultati, ma distorto l’interpretazione. Abbiamo semplificato il risultato con disegni comprensibili anche ai non specialisti e mostrato a ogni persona ragionevole che l’esperimento è una grande prova dell’opera di Allah, che ha perfezionato ogni cosa, e della precisione in ogni angolo dell’universo, dall’essere più piccolo al più grande. Come ogni cosa nell’universo, è una difficoltà imbarazzante per gli atei, non per noi credenti nel Creatore, come lo presenta Adnan Ibrahim.

La cosa dolorosa, fratelli, è che prima di iniziare la serie sul mito parlavo con un medico che si diceva ammiratore di Adnan Ibrahim e delle sue idee. Volevo mostrargli un esempio di falsificazione discutendo questo esperimento e lo studio di Lenski su Nature. Gli dissi: vedi il promotore? Il medico tacque. Gli dissi: il promotore! Sai che cos’è? Rispose: sinceramente, no. Fratelli, il promotore e la sua funzione si studiano nelle basi di biologia e biochimica nei primi anni universitari di medicina, farmacia, biologia e altri corsi: l’ABC di queste scienze. Questo medico lavora nel nostro ospedale più prestigioso, eppure ignora che cos’è il promotore! Si lascia ingannare da Adnan Ibrahim, e poi la gente dice che i medici degli ospedali prestigiosi credono nell’evoluzione! È doloroso vedere persone del tutto ignoranti in queste materie commentare ogni nostro episodio contestando che persone come me, «sceicchi creazionisti», come è stato loro insegnato a dire, si occupino di queste scienze. Non sanno e non capiscono nulla di questi argomenti, ma le loro menti sono state riempite di miti della pseudoscienza, rendendoli immuni alla comprensione e all’apprendimento: sono ignoranti e non sanno di esserlo.

L’effetto del metodo di Adnan Ibrahim sulla fede

Adnan Ibrahim ha dunque diffuso i suoi dubbi per più di trenta episodi, giustificandosi così: «Spero, tra parentesi, che i cari fratelli e sorelle capiscano che finora, come vi ho detto, interpreto quale ruolo? Quello del sostenitore dell’evoluzione, di chi vi crede. Voglio interpretarlo pienamente, come un evoluzionista convinto, e presentare con tutta l’onestà e neutralità scientifica le prove e gli argomenti degli evoluzionisti. Alcuni non ci mettano dunque fretta cominciando a dire: se sei evoluzionista, come dici questo del Libro di Allah? Che cosa dici di Adamo? Queste sciocchezze: è un metodo non scientifico». Ha interpretato, come dice, il ruolo degli evoluzionisti, diffuso tutte le loro menzogne come scienza, sminuito chi li contraddice, seminato il dubbio nei cuori dei seguaci e poi li ha abbandonati.

Arriva il Ramadan per il giovane convinto da Adnan Ibrahim. Per la prima volta da quando si è lasciato convincere, l’ingannato intraprende una nuova lettura completa del Corano. Arriva alle parole di Allah: «Colui che crea è forse come chi non crea? Non riflettete dunque?» [An-Naḥl 16:17], e: «Non osservano dunque i cammelli, come sono stati creati?» [Al-Ghāshiya 88:17]. Pensa: di che cosa Ti vanti, Signore?! Sono casualità e selezione cieca attraverso miliardi di anni: quale grandezza manifesta questa creazione?! Il caso crea?! «Accade?! Purtroppo accade». «Accade, lo abbiamo visto e abbiamo documentato che accade».

L’ingannato arriva alle parole: «Coloro che invocate all’infuori di Allah non potrebbero creare neppure una mosca, anche se si unissero a tal fine» [Al-Ḥajj 22:73]. Pensa: vero, ma date al processo milioni di anni e la mosca si formerà per mutazioni casuali senza un Creatore. «Accade?! Purtroppo accade». «Dicono che in milioni di anni si verificano cambiamenti piccolissimi, che si accumulano fino a diventare, dopo milioni di anni, cambiamenti enormi e spettacolari».

Arriva alle parole di Allah: «Sulla terra vi sono segni per coloro che credono con certezza, e in voi stessi. Non vedete dunque?» [Adh-Dhāriyāt 51:20-21]. Pensa: segni di che cosa? Tutto sulla terra è il risultato dell’accumularsi di coincidenze, e nel mio corpo ci sono cattiva progettazione e organi inutili! «Chiedo perdono ad Allah! Ci sono, ci sono difetti! E finora non risulta altro che siano difetti, imperfezioni, cose incomplete, scorrette, fuori posto». Nei Suoi segni scritti, il Corano, Allah rimanda ai Suoi segni visibili, universo e vita, per indicare la Sua grandezza e potenza. Ma il nostro amico si è convinto che nei segni visibili vi siano difetti: «Non risulta altro che siano difetti, imperfezioni, cose incomplete, scorrette, fuori posto». E che questo sia scienza e chi lo afferma sia uno scienziato: «È un grande scienziato, i suoi studi sono bellissimi, forti e originali. Naturalmente abbiamo un grande scienziato, famosissimo». Invece di invitare alla fede, i versetti sulla perfezione della creazione diventano per l’ingannato scientificamente dubbi: dicono che la creazione è perfetta, mentre non lo sarebbe. «Non hai visto coloro che hanno scambiato la grazia di Allah con la miscredenza e hanno condotto il proprio popolo nella dimora della rovina?» [Ibrāhīm 14:28].

Con questo spirito l’ingannato legge molti versetti: «In verità ogni cosa abbiamo creato secondo una misura» [Al-Qamar 54:49]; «Ogni cosa ha presso di Lui la sua misura» [Ar-Raʿd 13:8]; «Colui che ha perfezionato ogni cosa che ha creato» [As-Sajda 32:7]; «Ha creato ogni cosa e le ha dato la giusta misura» [Al-Furqān 25:2]; «Opera di Allah, che ha perfezionato ogni cosa» [An-Naml 27:88]; «Abbiamo disteso la terra, vi abbiamo posto salde montagne e vi abbiamo fatto crescere ogni cosa secondo misura» [Al-Ḥijr 15:19]; «Sia benedetto Allah, il Migliore dei creatori» [Al-Muʾminūn 23:14]. Comincia a chiedersi: come ha perfezionato ogni cosa che ha creato? E tutti gli esempi scientifici di cattiva progettazione? Come può ogni cosa essere misurata se ci sono organi inutili? Quale interpretazione posso dare a tutti questi versetti per renderli compatibili con i fatti scientifici? Avrebbe potuto fare il contrario e dire che allora la teoria dell’evoluzione è falsa. Ma nei mesi precedenti gli è stata radicata in mente come una realtà inevitabile, sostenuta da prove, alla quale deve sottostare il testo religioso e non il contrario. A ciò si aggiungono una sconfitta psicologica e di civiltà e l’imbarazzo per la propria identità islamica e tutto ciò che la riguarda.

Il nostro amico passa poi a chiedersi: perché invitare l’ateo alla fede in Allah? Che cosa lo invito a guardare e contemplare per arrivare ad Allah? Le creature?! L’ateo può rispondere semplicemente che sono state prodotte dal caso. Comincia a pensare di lasciare l’Islam. Ma un momento! Ricorda che resta un qualche ruolo di Allah: la materia ha bisogno di un Creatore, gli elementi di base su cui agiscono casualità e selezione cieca hanno bisogno di un Creatore, e la teoria dell’evoluzione non spiega la creazione della materia dal nulla. Esita poco: scopre scienziati che avrebbero risolto anche l’enigma dell’origine dell’universo e della materia dal nulla senza Dio, come Stephen Hawking. E anche Hawking: «Hawking è un genio, uno scienziato eccezionale. Chi siamo noi rispetto ad Aristotele?! E a Hawking?! Non siamo nulla! Rispetto a loro siamo come erba ai piedi di alte palme». Ma Hawking è ateo e dice che l’universo ha creato sé stesso. Non posso deridere lui e i suoi simili, dicendo che sono arroganti sacerdoti della pseudoscienza? Prego?! Chi sei tu? «Che stupidità è questa?! Conquistare che cosa, bruciare che cosa, idiota?! Vai a guadagnarti da vivere! Sei affamato, nudo, esausto, non sai governare te stesso e vieni a minacciare il mondo! Che cosa gli hai dato? Scuoiare, sgozzare e fare il gradasso! Loro invece ci danno il microfono in cui parlo, YouTube su cui metterò questo sermone, la telecamera che registra, queste luci e la ventilazione: tutto ciò che usiamo, tutto ce l’hanno dato loro». È il metodo di Adnan Ibrahim per radicare la sconfitta psicologica nei musulmani e farli sentire inferiori al padrone occidentale intelligente e istruito.

Tra parentesi, gli scienziati musulmani contemporanei non esistono nella serie di Adnan Ibrahim: «Sono estinti, le grandi menti degli islamici sono scomparse, purtroppo: i musulmani estinti». Estinti! Se volete conoscere alcuni di questi «estinti» ancora vivi fra noi, fratelli, vi consigliamo questa pagina dei nostri fratelli dei Ricercatori musulmani, «L’Islam e la scienza in epoca moderna», e quest’altra, «Gli scienziati musulmani del futuro», oltre al libro «Le realizzazioni dei musulmani in epoca moderna». Guardateli: sarete fieri dei vostri fratelli e soffrirete nel vedere quanto i musulmani ignorino loro e le loro realizzazioni.

Naturalmente, elogiando Hawking, Adnan Ibrahim non ha detto che avesse ragione a negare Allah. Ma lo ha ingigantito agli occhi del nostro ingannato e ha trasformato l’esistenza di Allah in una questione metafisica e filosofica cui non è facile giungere. Forse Hawking è scusabile: si è impegnato e ha sbagliato. Così anche Darwin: «Un uomo credibile, limpido, semplice, sincero, retto: straordinario! Non è un manipolatore. Ve l’ho detto: una personalità ammirevole. Se avesse trovato prove convincenti che Allah esiste ed è Creatore e Progettista, lo avrebbe proclamato e avrebbe subito rinunciato alla sua teoria. Ma tutto ciò che gli risultò vero lo lasciò smarrito: non so, non so!». Le prove dell’esistenza di Allah potrebbero dunque non convincere una persona franca, retta e sincera, mentre gli atei avrebbero prove forti, secondo Adnan Ibrahim.

Come conseguenza, le regole logiche del seguace di Adnan Ibrahim sono state completamente demolite, il suo animo è sconfitto e la sua mente è stata deformata quanto basta per accettare anche questa teoria: l’universo non avrebbe bisogno di un Creatore e avrebbe creato sé stesso. Non gli resta dunque alcuna ragione per tenersi all’idea di un Creatore; o almeno l’Islam diventa una possibilità, l’esistenza di Allah un’altra possibilità, e gli altri punti di vista meritano rispetto. Ricordiamo a chi non ha seguito gli episodi precedenti che abbiamo risposto in modo scientifico e dettagliato a molte delle affermazioni dei sacerdoti della pseudoscienza che Adnan Ibrahim presenta come scienza.

Conclusione e avvertimento

Questa è la storia di molti giovani che hanno lasciato che i sacerdoti della pseudoscienza e i loro promotori arabi li sviassero con fallacie logiche, giochi psicologici e pseudoscienza. È iniziato cambiando le etichette e pretendendo che il mito di Darwin fosse scienza, poi innestando l’albero della fede nel Creatore su quello di Darwin sotto il motto: «Non volevamo altro che fare del bene e conciliare» [An-Nisāʾ 4:62]. Non vogliamo che i nostri giovani lascino l’Islam se percepiscono un conflitto fra scienza e fede.

Bene, qual è la vostra soluzione? Deviare riguardo ai nomi e agli attributi di Allah, allontanandoli dal loro significato originario. Deviare dal fatto che Allah è il Creatore, Colui che dà origine e forma; deviare dal fatto che sostiene le Sue creature, che sostiene le Sue creature, che la Sua conoscenza le abbraccia e che la Sua creazione è perfetta. Allah Altissimo dice: «Ad Allah appartengono i nomi più belli: invocateLo con essi e lasciate coloro che deviano riguardo ai Suoi nomi» [Al-Aʿrāf 7:180], cioè li allontanano dal significato loro assegnato. «Lasciate coloro che deviano riguardo ai Suoi nomi: saranno compensati per quello che facevano» [Al-Aʿrāf 7:180]. Così la deviazione nei nomi e negli attributi di Allah ha condotto gradualmente a negare la Sua esistenza.

Il musulmano che legge il Libro di Allah con comprensione e riverenza, libero dalla sconfitta psicologica, sa che ogni pagina del Corano nega questa immagine deformata di un qualche ruolo ignoto di Allah, secondo il metodo di Adnan Ibrahim e del suo maestro Darwin. Il Corano abbonda di versetti sul fatto che Allah sostiene continuamente le Sue creature, ne dispone i destini ed è il loro Signore, e che in ogni condizione esse dipendono da un Creatore onnisciente, che tutto sostiene, saggio. «Non hanno visto gli uccelli sopra di loro spiegare e ripiegare le ali? Non li sostiene altri che il Compassionevole» [Al-Mulk 67:19]. «Allah trattiene i cieli e la terra affinché non scompaiano» [Fāṭir 35:41]. Questo sostegno divino e questa dipendenza delle creature sono richiesti anche dalla ragione, come abbiamo spiegato nell’episodio «La grandezza ovunque».

Mettere in dubbio l’opera creatrice di Allah prepara invece a mettere in dubbio la Sua sovranità e il Suo diritto assoluto di legiferare per i Suoi servi. «Non appartengono forse a Lui la creazione e il comando?» [Al-Aʿrāf 7:54]. Dubitare che la creazione sia di Allah prepara a dubitare che comando e divieto spettino soltanto a Lui. È ciò che fa Adnan Ibrahim: promuove la democrazia occidentale come superiore al califfato ben guidato e promuove il secolarismo, usando lo stesso metodo per farti sentire che, in tutto questo, riconosce un qualche ruolo di Allah.

A chi è stato influenzato dai dubbi di Adnan Ibrahim diciamo: hai sofferto a lungo per chi parla senza conoscenza, ed è un tuo diritto. Ma, poverino, hai cercato la guarigione da chi ha sfruttato proprio il tuo malcontento per mescolare il veleno nel cibo e finirti del tutto: come chi cerca riparo dalla terra rovente nel fuoco. Adnan Ibrahim è consapevole di ciò che fa e lo pianifica? Oppure Satana sfrutta le malattie del cuore di alcuni, rendendoli strumenti nelle sue mani, «mentre credono di agire bene» [Al-Kahf 18:104]? La risposta in verità ci interessa poco e il risultato non cambia. I suoi attacchi ai fondamenti religiosi della comunità e ai Compagni, attraverso numerose falsificazioni, come hanno mostrato i nostri fratelli del canale «Mukāfiḥ ash-Shubuhāt», rendono davvero difficile cercargli una scusa. Eppure ci interessa mostrare le vie con cui Satana entra negli animi, per dire: «Non seguite i passi di Satana» [Al-Baqara 2:168]. Vedremo poi come il Corano ci protegga da questi passi e da queste fallacie e che è davvero come Allah lo descrive: «Abbiamo fatto scendere su di te il Libro, spiegazione di ogni cosa, guida, misericordia e lieto annuncio per i musulmani» [An-Naḥl 16:89]. Lo vedremo, se Allah vuole, dopo aver esaminato altri esempi di presunta conciliazione fra l’Islam e i miti della pseudoscienza. Seguiteci. La pace e la misericordia di Allah siano su di voi.


Fonte: Sito ufficiale del dottor Eyad Qunaibi.