Episodio 7, parte 1 – Il proiettile di Darwin contro l’umanità
L’episodio esamina le conseguenze morali del darwinismo sociale attraverso genocidi, eugenetica, zoo umani e guerre nella storia moderna.
Il proiettile di Darwin contro l'umanità
Immaginate un paese in cui le scimmie siano numerosissime e competano con gli abitanti umani per il cibo. Le nutriamo, diamo loro alloggi, le curiamo e le trattiamo esattamente come esseri umani; tutto questo però a spese degli esseri umani reali. Non abbiamo bilanciato la compassione verso l'animale con quella verso l'uomo, le scimmie si sono moltiplicate e gli uomini sono scomparsi. Sarebbe un comportamento morale? E che cosa c'entra questo con l'ateismo? Lo vedremo in questo episodio.
(Musica)
L'ateismo e il mondo delle scimmie
Lode a Dio, pace e benedizione sul Messaggero di Dio. Nell'episodio precedente abbiamo visto che l'inclinazione morale indica l'esistenza di Dio e che chi nega la Sua esistenza perde ogni fondamento dell'etica. Oggi vedremo che questa negazione, cioè l'ateismo, non si ferma qui: diventa una causa di criminalità e aggressione.
Dopo avere negato Dio, la maggior parte degli atei ha fatto ricorso alla teoria dell'evoluzione di Darwin per spiegare l'esistenza dell'uomo. Ne discuteremo scientificamente al momento opportuno, se Dio vuole. Qui ci interessa indicare alcune conseguenze morali dell'evoluzione darwiniana. Vediamo dunque: chi la adotta in sostituzione dell'esistenza di Dio riceve da essa un fondamento per l'etica, oppure accade esattamente il contrario?
I fondamenti del darwinismo e la sua visione dell'uomo
L'evoluzione darwiniana sostiene che gli esseri viventi provengano dall'evoluzione di una cellula primordiale mediante mutazioni casuali e selezione naturale. La selezione naturale significa che, nella natura, sopravvive l'essere più adatto a adattarsi all’ambiente; e la sopravvivenza del più adatto significa lotta contro gli esseri posti più in basso nella scala evolutiva. Per Darwin, dunque, il conflitto è la legge della natura.
Darwin lo pubblicò nel libro L'origine delle specie e poi in "The Descent of Man" (L'origine dell'uomo). Applicò la teoria all'uomo e lo ritenne evoluto da un'origine simile alle scimmie. Quando parla dell'uomo evolutivamente superiore, intende l'europeo bianco; le altre razze, secondo lui, sarebbero in una fase intermedia tra le scimmie, i gorilla e il loro antenato, da una parte, e l’uomo, dall’altra: cioè non avrebbero ancora completato l'evoluzione.
Lo fondava sul fatto che tali razze, a suo giudizio, sarebbero più vicine alle scimmie di quanto lo siano gli europei in alcuni tratti, quali il colore della pelle, la circonferenza della testa, la forma piatta del naso, la sporgenza della fronte, la grandezza della mascella o delle labbra. Concluse quindi che le razze umane superiori non avrebbero continuato la loro ascesa evolutiva se non lottando per eliminare le razze inferiori.
Il darwinismo sociale: una giustificazione del crimine
Questo è il fondamento del "Social Darwinism", il darwinismo sociale: applicare all'esame della società le leggi biologiche di Darwin. Di conseguenza, non ci sarebbe nulla di male se le razze che si ritengono più evolute darwinianamente ci dessero la caccia per strada, ci derubassero e ci sfruttassero a proprio vantaggio, esattamente come noi facciamo con gli animali. Infatti, secondo Darwin, noi siamo soltanto animali più evoluti degli altri; ciò che facciamo agli animali può farlo a noi chi è più evoluto di noi.
Un momento: non è una semplice supposizione, è realmente accaduto. Come? Charles Darwin, nel capitolo sesto de L'origine dell'uomo, dice in inglese: "In un futuro non lontano, misurato in secoli, le razze civilizzate dell'uomo quasi certamente stermineranno e sostituiranno le razze selvagge nel mondo".
Con queste idee Darwin sparò un proiettile contro l'umanità dell'uomo. Gli europei vi fecero leva per compiere genocidi e campagne di pulizia etnica, soprattutto contro gli africani e gli indigeni delle Americhe e dell'Australia, ritenuti dai darwinisti più vicini agli animali. È vero che molte pratiche criminali esistevano prima della diffusione dell'evoluzione darwiniana, ma quell'idea tranquillizzò le coscienze dei criminali: le loro azioni ricevevano una giustificazione scientifica, e perciò continuarono e aumentarono.
Esempi storici dei crimini del darwinismo sociale
Il dossier dei crimini commessi è troppo vasto per questo spazio; bastino alcuni rapidi cenni. Dopo la diffusione dell'idea dell'evoluzione darwiniana iniziarono, alla fine del diciannovesimo secolo, le campagne di sterminio degli indigeni australiani. Nel 1890 James Bernard, vicepresidente della Royal Society in Tasmania, una delle isole dell'Australia, affermò: "È diventato un assioma evidente che, secondo la legge dell'evoluzione e della sopravvivenza del più adatto, le razze inferiori del genere umano debbano lasciare il posto alle specie superiori". Metteremo i collegamenti di documentazione accanto a ogni informazione citata e nei commenti, perché i fatti sono sconvolgenti, quasi incredibili.
Le campagne compresero il rapimento di un gran numero di bambini aborigeni australiani; molti furono inviati a musei di storia naturale in America e in Gran Bretagna per stabilire se costituissero l'anello mancante nell'evoluzione dall'animale all'uomo. Il primo ministro australiano Kevin Rudd chiese scusa alle generazioni rubate soltanto 9 anni prima, il 13 febbraio 2008; la notizia si diffuse con il titolo "Le scuse ufficiali di Kevin Rudd alle generazioni rubate".
Vi fu inoltre la sterilizzazione forzata, praticata dai darwinisti in tutto il mondo sulle etnie ritenute evolutivamente inferiori o sulle persone con caratteristiche ereditarie indesiderate. Costoro sarebbero stati un peso per la natura: bisognava sterilizzarli perché si estinguessero e si realizzasse il miglioramento della razza, noto come eugenetica (Eugenics). E pensate: soltanto due anni prima, nel febbraio 2015, membri del parlamento americano approvarono 25 mila dollari per ogni vittima ancora viva della sterilizzazione forzata, dopo una lunga battaglia causata dalla legge di sterilizzazione eugenetica della Virginia, approvata dalla Corte Suprema americana nel 1927.
La persistenza del pensiero darwinista nonostante le scuse
Chiedono scusa per le generazioni rubate e indennizzano le sterilizzazioni; ma la domanda è: per questo rinnegano l'evoluzionismo darwiniano e lo abbandonano? Con le loro scuse ammettono che tutti gli uomini sono uguali biologicamente? Affatto: continuano ad adottare il darwinismo e la sua dottrina resta nelle loro anime.
Sospinti dal darwinismo, i bianchi convinsero anche alcune tribù africane di essere evolutivamente superiori ad altre per la diversa lunghezza del naso, l'altezza e così via. Fu una delle cause di guerre di sterminio fra tribù che vivevano in pace, come nella tragedia del Ruanda fra tutsi e hutu.
Gli zoo umani (Human Zoos)
Nell'etica darwiniana nulla impedirebbe a una nazione di mettere in zoo umani coloro che considera meno evoluti, come mettiamo gli animali in uno zoo. La sorpresa è che non si tratta di un'ipotesi: accadde davvero e divenne un fenomeno in America e in molti paesi europei. Su Internet si trovano informazioni e immagini sotto il titolo "Human Zoos", cioè zoo umani.
Esiste un doloroso archivio fotografico e molti articoli, come quello intitolato "La storia dimenticata degli zoo umani"; contengono immagini di nudo perché alcuni di quegli zoo impedivano a queste persone di vestirsi e le lasciavano completamente nude, uomini e donne. Dovevano uscire davanti ai visitatori e girarsi perché questi "superiori" contemplassero quelle creature come animali.
Questa era una bambina a Bruxelles, in Belgio, che i bianchi trattavano come inferiore nella scala evolutiva: la tenevano in una gabbia e la nutrivano come un animale. E questo è Ota Benga, nel 1906: mercanti uccisero la sua famiglia e la sua tribù in Africa per venderlo a darwinisti che lo consideravano una prova dell'evoluzione; gli fu chiesto di farsi fotografare con gli scimpanzé allo zoo del Bronx, a New York, e casi simili furono molti. Questa è un'immagine dalla Francia, una donna con suo figlio in uno zoo umano; e questa è una foto di un villaggio di neri in Francia, dove i neri venivano esibiti con gli animali.
Il darwinismo e le guerre di sterminio
L'elenco delle tragedie darwiniane è lungo. I darwinisti non furono al riparo neppure dal male che si infliggevano a vicenda: in nome del darwinismo alcuni si ritenevano più evoluti di altri. Quarant'anni dopo L'origine dell'uomo scoppiò la Prima guerra mondiale. Che rapporto ha con essa? A scuola impariamo che fu causata dall'assassinio dell'erede al trono d'Austria e di sua moglie da parte di uno studente serbo. Fu soltanto la scintilla e non spiega perché l'Europa intera si infiammò in pochi giorni. Vi erano fattori che avevano predisposto gli animi alla guerra: cause religiose e politiche.
Tra le cause più importanti vi era la diffusione del darwinismo sociale, che preparò molti europei che vi credevano a entrare in guerra e a comportarsi come bestie feroci. La lotta e lo spargimento di sangue erano per loro la legge della natura. Molti autori hanno ricordato questo ruolo del darwinismo nella guerra, fra cui lo scrittore britannico James Joll nel libro Le origini della Prima guerra mondiale e Richard Hofstadter in Darwinismo sociale nel pensiero americano, scritto durante la Seconda guerra mondiale.
Il pensiero darwinista produsse persino grandi carnefici: Hitler, che fondò il nazismo sulla superiorità della razza ariana tedesca, come nel libro Darwinismo e Olocausto razziale nazista; e Stalin. Nel libro Tappe della vita di Stalin di Yaroslavsky si dice che, già in tenera età, quando era ancora studente nella scuola ecclesiastica, maturarono nel compagno Stalin la mente critica e i sentimenti rivoluzionari, poiché iniziò a leggere Darwin e diventò ateo. Soltanto due anni prima, la CNN americana pubblicò un rapporto intitolato "La guerra è una manifestazione del darwinismo sociale", concluso con questa frase: "Quando il darwinismo sociale agisce nella giungla della politica internazionale, le guerre sembrano inevitabili".
Darwinismo e Islam: confronto etico
A questo punto l'ateo dirà: "D’altra parte, ci sono innumerevoli guerre per motivi religiosi". Anzitutto non ci interessa paragonare le religioni in generale: alcune sono vere, altre alterate e altre false. Noi parliamo del darwinismo, nel quale la guerra è un fine in sé, senza etica né limiti; non è una cattiva applicazione, ma il suo stesso pensiero. Quanto alle guerre nell'Islam, discuteremo in seguito, se Dio vuole, se siano un fine in sé e quali siano i loro obiettivi, limiti e principi etici. Fino ad allora metteremo nei commenti una conferenza che avevamo pubblicato sull'argomento. Quali valori