Episodio 16 – Chi ha creato Dio?
Chi ha creato Dio? L’episodio distingue ciò che ha un inizio dalla causa prima e spiega come affrontare la domanda alla luce della guida profetica.
La pace sia su di voi.
Introduzione: come nasce la domanda
Da bambino, mentre ero disteso nel mio letto prima di dormire, mi chiedevo: non ha forse ogni cosa un creatore? E allora chi ha creato Dio? Poi avevo la sensazione che questa domanda fosse proibita e non venisse in mente a nessuno intorno a me.
Crescendo, ho scoperto che molte persone si pongono questa domanda; ho anche scoperto che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, aveva espressamente detto che molti l'avrebbero posta e aveva indicato come affrontarla.
Correggere la regola fondamentale
Innanzitutto, da dove nasce questa domanda? Nasce dal fatto che immaginiamo la regola così: «Ogni cosa ha una causa e ogni esistente ha un creatore». La regola corretta invece è: «Ogni cosa che ha avuto inizio ha una causa e ogni creatura ha un creatore».
Ogni cosa che ha avuto inizio ha una causa. Avere inizio significa avere un principio, esistere dopo non essere esistita. Tutto ciò che ha un inizio deve necessariamente avere una causa che lo ha tratto dal non-essere all'essere, facendolo esistere dopo che non esisteva.
Che cosa ha fatto crescere la pianta? La pioggia. Bene, che cosa ha fatto cadere la pioggia? Le nuvole. E che cosa ha formato le nuvole? Il vapore che sale. Bene, da dove viene questo vapore? Dai mari. E chi ha fatto esistere i mari? Dio. E chi ha fatto esistere Dio? Egli non ha un autore, perché è la causa prima; cioè non ha una causa.
L'impossibilità della regressione infinita delle cause
Bene, perché? Perché se supponessi che un creatore Lo abbia fatto esistere, chiederesti: e chi ha fatto esistere il creatore del creatore? E così senza inizio. Questo porta alla regressione delle cause, chiamata anche regressione degli agenti, ed è razionalmente impossibile perché ne conseguirebbe che non avvenga alcuna creazione.
Come abbiamo spiegato nell'episodio precedente, ne abbiamo dato l'esempio del prigioniero che non viene liberato finché il soldato non riceve un ordine dal suo comandante, e il comandante dal proprio comandante, e così senza inizio: il prigioniero non sarebbe liberato. Se invece lo vediamo liberato, sappiamo che la catena si è fermata presso chi ha dato l'ordine senza riceverlo da qualcuno di grado superiore.
Un altro esempio chiarisce l'impossibilità della regressione delle cause senza inizio: se entri in una casa e, guardando attraverso una porta, vedi dietro di essa un lampadario appeso a una catena ma non vedi dove la catena cominci, sei certo che essa abbia un inizio nel soffitto; altrimenti il lampadario cadrebbe e non resterebbe sospeso. Non accetteresti mai l'idea che la catena possa estendersi senza inizio.
Perché la domanda «Chi ha creato Dio?» è sbagliata?
Perciò la domanda «Chi ha creato il Creatore?» è sbagliata, perché contraddice la ragione. La ragione richiede che, se l'universo è creato, debba esistere un Creatore non creato.
È una domanda sbagliata perché la ragione richiede necessariamente una causa prima. Quando dici: «Chi è il creatore della causa prima?», essa non è più prima, ma diventa una seconda causa. Dunque la legge di causalità si applica soltanto alle cose che hanno avuto inizio.
Se entri nella tua stanza e vedi che il tuo letto ha cambiato posto, chiedi: chi ha spostato il letto? Perché il cambiamento di posto è un evento. Se invece entri nella tua stanza e non vedi cambiato il posto del letto, non chiedi: chi ha mantenuto il letto al suo posto? Perché il fatto che resti al suo posto non è un evento che richiede un agente che lo produca.
Dio Altissimo, essendo la causa prima, non ha avuto inizio per avere bisogno di un agente che Lo faccia esistere; Egli è al di là della materia che ha creato e non è soggetto alle sue leggi.
Se vedi una marionetta mossa da fili e sai che dietro il sipario c'è una persona che la muove, sarebbe ragionevole chiedere: e chi muove i fili di questa persona?
Se vedi una pagnotta e sai che il pane ha necessariamente bisogno di un fornaio, chiedi forse: e chi ha cotto il fornaio? Certamente no: è una domanda ridicola e sbagliata. Perché? Perché applica una generalizzazione fuori luogo.
Allo stesso modo, l'essere creato è una caratteristica inseparabile delle creature e non può essere generalizzata al Creatore. La domanda «Chi ha creato Dio?» è sbagliata come chiedere: «Quanto è lungo il quarto lato di un triangolo?». È come dire: chi ha creato Colui che non ha creatore? Oppure: che cosa ha preceduto Colui prima del quale non c'è nulla?
La risposta è: il Creatore non ha un creatore; se avesse un creatore, sarebbe una creatura e non il Creatore. Questa domanda dunque non è imbarazzante, né la legge religiosa ha temuto che sorgesse nella mente delle persone; anzi, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha annunciato in anticipo che sarebbe stata posta e ci ha indicato come affrontarla.
La guida profetica per affrontare la domanda
Che cosa ci ha indicato? Nel hadith riferito da Al-Bukhari e Muslim, il Messaggero di Dio, pace e benedizioni su di lui, ha detto: «Satana viene da uno di voi e dice: chi ha creato questo, chi ha creato quello?, finché dice: chi ha creato il tuo Signore? Quando arriva a questo punto, chieda rifugio in Dio e smetta». (Autenticato da Al-Bukhari e Muslim)
«Smetta» significa non lasciarsi trascinare oltre e interrompere questa catena di interrogativi una volta giunti a quel limite.
Questo è forse una limitazione della ragione e una sua disattivazione? Affatto: è la posizione razionale corretta. Perché? Perché questa domanda, «Chi ha creato il tuo Signore?», come abbiamo spiegato, contraddice le evidenze razionali fondamentali. Le evidenze razionali fondamentali sono quelle da cui l'essere umano parte nel ragionamento; non ne chiede prove per continuare in una catena di dimostrazioni e spiegazioni.
Chi pone questa domanda dovrebbe quasi dire a se stesso: che cosa sto facendo? Sto contraddicendo conoscenze innate e necessarie; devo fermarmi a questo limite, altrimenti spreco la mia ragione.
Per questo, in un altro hadith, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha indicato a chi si pone questa domanda di dire: «Allah è Unico, Allah è l’Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è uguale a Lui». (Al-Albani lo ha classificato come ḥasan, ossia buono)
Cioè, credo che Dio non sia un essere che ha avuto inizio, come le cose che vengono all’esistenza; non è stato generato, perciò non ha affatto un inizio, e nessuno Gli è uguale. Egli è distinto dalla Sua creazione; non è creato come loro, così da avere bisogno di un creatore. Questa domanda è dunque sbagliata fin dalla sua base.
Affrontare l'ossessione della domanda
Ma la domanda mi assale, pur sapendo che è sbagliata! Bene, allora è un'ossessione; la si affronta come si affronta l'ossessione relativa alla purezza, all'abluzione e alla preghiera.
Se soffri di ossessioni, Satana ti fa dubitare: hai lavato la mano o non l'hai lavata? Hai formulato l'intenzione di pregare o no? Hai pronunciato correttamente il takbir o non l'hai pronunciato? Eppure tutte queste sono cose sensibili e certe, che non richiedono dimostrazione né ragionamento; nonostante ciò, ne dubiti.
Qual è la soluzione in questo caso? Ricorri a dimostrazioni e ragionamenti? No: chiedi rifugio in Dio da Satana che ti insinua dubbi e smetti di pensare alle incertezze che suscita. Lo stesso vale per la domanda «Chi ha creato Dio?», quando hai saputo che contraddice i principi razionali evidenti.
Rispondere agli atei
Infine, anche gli atei pongono la domanda «Chi ha creato Dio?» come obiezione alla nostra fede in Dio, perché non accettano l'idea che Dio sia eterno e senza inizio.
Di' all'ateo che ti muove questa obiezione: credi che l'universo abbia avuto un inizio? Se dice «sì», allora questo universo, che ha avuto inizio, deve necessariamente avere un agente che lo ha fatto esistere, per la chiara evidenza della ragione.
Se invece dice: no, esso è eterno, digli: obietti all'eternità di Dio e affermi l'eternità dell'universo? Allora non obietti al principio dell'eternità in sé, ma all'eternità di un Creatore che ha fatto esistere l'universo con conoscenza, volontà, sapienza e potenza, i cui effetti appaiono in ogni cosa; e affermi l'eternità di un universo senza autore, senza volontà, senza conoscenza e senza sapienza.
Poi lasciali vagare ciecamente nella loro tracotanza. La pace e la misericordia di Dio siano su di voi.